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Borse nervose su minaccia Trump di stop a nuovi aiuti fino a elezioni

Fabrizio Arnhold
·2 minuti per la lettura
Borse nervose su minaccia Trump <br /> di stop a nuovi aiuti fino a elezioni
Borse nervose su minaccia Trump
di stop a nuovi aiuti fino a elezioni

Avvio debole per i listini del Vecchio Continente dopo lo stop alle trattative tra repubblicani e democratici per un nuovo piano di aiuti

Le Borse europee aprono caute, sulla scia di Wall Street, dopo che il presidente Trump ha annunciato la fine delle contrattazioni tra repubblicani e democratici su un nuovo piano di aiuti. Milano in avvio di contrattazioni segna -0,40%, Francoforte +0,05%, Parigi +0,04%, Madrid -0,48% e Londra +0,20%. La Borse di Tokyo chiude la giornata piatta, con l’indice Nikkei a -0,05%.

LO STOP DI TRUMP

Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato ieri via Twitter la decisione di interrompere le contrattazioni tra repubblicani e democratici su un nuovo piano di aiuti e stimoli fiscali, fino a dopo le elezioni. Dopo qualche ora ha corretto il tiro, sempre via social, ma l’interruzione del dialogo resta. Ieri il capo della Fed, Jerome Powell, aveva parlato di rischi “tragici” in mancanza di nuovi aiuti all’economia.

LA MOSSA DELLA BCE

L’attenzione degli investitori è puntata sulle banche, dopo che la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha annunciato nuove misure per sostenere la ripresa economica, rallentata dai nuovi contagi da Covid in Europa. Non sono esclusi ulteriori ribassi dei tassi di interesse.

RALLENTA IL PETROLIO, SPREAD IN CALO

Sul fronte valutario, l’euro di indebolisce a 1,1740 dollari, rispetto a 1,179 dollari di ieri. Il petrolio rallenta la corsa degli ultimi giorni, complici gli scioperi in Norvegia e l’arrivo dell’uragano Delta nel golfo del Messico. L’Eia (Energy Information Administration) ha alzato l’outlook per la produzione negli Stati Uniti, riducendo le previsioni per il prezzo del petrolio. Il Wti novembre è scambiato a 40,09 dollari al barile (-1,43%); mentre il Brent di pari scadenza registra un calo dell’1,1%, a 42,18 dollari al barile. Lo spread apre a 127 punti base.