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Borse poco mosse: prevale l’incertezza

Giancarlo Marcotti
 

Sentiment negativo per la City, la Borsa londinese è la sola a concludere la seduta in territorio negativo, il Ftse 100 (-0,5%) risente delle problematiche che sta avendo la Brexit. Solo frazionalmente positive, tuttavia, Parigi (+0,1%) e Francoforte (+0,3%).

Anche il nostro Ftse Mib (+0,11%) non ha brillato, ma la buona seduta delle “Popolari” ha aiutato l’indice di riferimento della Borsa italiana.

Si sono scambiate le parti rispetto alla vigilia ed allora oggi a svettare è stata Banco BPM (+3,58%) davanti ad Ubi Banca (+1,83%).

Sul terzo gradino del podio Diasorin (+1,83%) che, con la seduta odierna, potrebbe aver forato al rialzo una fase laterale, quindi un chiaro segnale rialzista.

Dopo il guadagno della vigilia raddoppia anche Mediobanca (+1,56%) che sta per concludere un mese di febbraio davvero molto proficuo.

Bene anche Salvatore Ferragamo (+1,52%), ma soprattutto Ferrari (+1,29%) che dopo la brutta fine d’anno ha iniziato questo 2019 come meglio non avrebbe potuto (+30,9%), al momento è secondo in questa speciale classifica preceduto soltanto da Saipem (+0,93%) che dall’inizio dell’anno sta mettendo a segno una performance stellare (+32,3%).

Giornata in chiaroscuro per le utilities, continua a macinare record storici Snam Rete Gas (+0,99%), mentre arriva proprio ad un soffio (solo 11 millesimi di euro) dal proprio massimo assoluto il colosso Enel (+0,87%).

Diamo ora uno sguardo ora alla parte bassa della classifica, prese di profitto penalizzano Stmicroelectronics (-1,51%) ed Azimut (-1,28%).

Nuovo stop per Telecom Italia (-1,23%). Scende sotto quota 55 euro Exor (-1,12%) e lascia sul terreno oltre un punto percentuale anche Tenaris (-1,04%) che ha ora la necessità di consolidare quota 12 euro … assolutamente.

Sta procedendo decisamente piatta New York, visto però che per tutta la mattinata europea i futures sui principali indici americani erano sensibilmente negativi, questo nulla di fatto si tramuta quasi in un successo.

D’altronde il Dow Jones sopra i 26.000 punti è veramente ad un livello stratosferico.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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