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Borse positive, ma regna la cautela

Giancarlo Marcotti
 

Ancora segni più sulle Borse del Vecchio Continente, ma possiamo senza dubbio dire che i mercati finanziari sono prudenti, l’ottimismo sembra contagiare solo la City, nel resto d’Europa gli investitori attendono conferme dalle Banche Centrali.

Ed ecco allora che Londra (+0,7%) conferma la buona intonazione evidenziata alla vigilia, mentre Parigi (+0,2%) e Francoforte (+0,2%) devono accontentarsi di rialzi molto più modesti.

A Piazza Affari il nostro Ftse Mib (-0,01%) proprio nell’asta di chiusura vede materializzarsi un segno meno, assolutamente frazionale, ma si interrompe così una serie di rialzi che durava da sette sedute consecutive.

Dopo aver fatto registrare ieri l’ennesimo massimo storico, Campari (-6,56%) viene investita da forti vendite, i conti del 2018 non hanno soddisfatto il mercato, a deludere sia il fatturato che la redditività. Il titolo ripiomba quindi sotto quota 8 euro.

Stessa sorte per Amplifon (-2,83%), ma in questo caso i dati di bilancio non mi sono apparsi così deludenti, forse le attese erano eccessive, in ogni caso il titolo ha terminato le contrattazioni ben distante dai minimi di giornata.

Lasciano sul terreno oltre due punti percentuali anche Moncler (-2,56%) e Ubi Banca (-2,46%), torna così in rosso anche la performance da inizio anno.

Best performer di giornata Telecom Italia (+2,96%) che riconquista quota 55 centesimi di euro, massimo fixing dell’anno. Alle sue spalle i due titoli che stanno guidando la classifica del 2019 (anche se a parti invertite), Azimut (+2,56%) e Saipem (+1,35%).

Regge quota 54 euro per Exor (+1,11%) e continuano la risalita le “sorelle” Unipol (+0,89%) ed UnipolSai (+0,86%).

Da segnalare infine il nuovo record storico di Enel (+0,45%), la megautility ha terminato la seduta odierna facendo segnare al fixing 5,328 euro.

Al momento calma piatta a Wall Street, i tre principali indici della Borsa americana viaggiano sulla parità, siamo in una fase delicata ed il mercato vuole capire bene se stiamo attraversando un fisiologico rallentamento della crescita economica o invece c’è qualcosa di più serio.  

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online