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Bosch, Ceo Denner critica Ue su Euro 7 e stop a motori termici

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 22 apr. (askanews) - Bosch ha chiuso il primo trimestre con un fatturato in crescita del 17% rispetto all'anno precedente. Per il 2021 il gruppo si dice "fiducioso" e stima un incremento del fatturato del 6%, anche se sarà un altro anno "complesso". La mobilità sostenibile si sta confermando come core business di Bosch e l'obiettivo è di continuare a crescere nell'elettrico, ma anche nell'idrogeno dove il gruppo vede grandi margini di sviluppo. "Bosch ha superato bene il primo anno della pandemia. Siamo fra i vincitori nella transizione verso l'elettrificazione e stiamo significativamente espandendo la nostra attività software integrando l'intelligenza artificiale", ha dichiarato Volkmar Denner, Ceo di Bosch, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto annuale 2020 dell'azienda.

Denner ha però criticato la Commissione europea sugli obiettivi di riduzione delle emissioni, in particolare sulla normativa Euro 7, le cui discussioni iniziali non sono state impostate in modo corretto. "L'azione per il clima non consiste nel porre fine al motore a combustione interna, ma nel dire addio ai combustibili fossili. E mentre l'elettromobilità e l'energia di ricarica verde rendono il trasporto su strada a zero emissioni, lo stesso vale per i carburanti rinnovabili". Il Ceo di Bosch ha ricordato che la mobilità a zero emissioni è un obiettivo ambizioso su cui bisogna bisogna confrontarsi senza imporre misure dall'alto. "Questo è un modo per bloccare le alternative per l'azione per il clima. Se davvero vogliamo agire a favore dell'ambiente, è essenziale che gli approcci tecnologici non vengano messi l'uno contro l'altro. Dobbiamo invece combinarli", ha dichiarato Denner.

Tornando ai conti "con un buon primo trimestre, Bosch ha iniziato con successo il 2021", ha dichiarato il Cfo Stefan Asenkerschbaumer, che per l'intero anno prevede un incremento del fatturato di circa il 6% rispetto all'anno precedente, mentre il margine operativo dovrebbe registrare un lieve miglioramento assestandosi al 3% circa.

A pesare alcuni elementi di incertezza come quello legato alla mancanza di semiconduttori, il cui impatto è "difficile da valutare". "L'anno 2021 rappresenterà una tappa importante del nostro percorso per tornare a un margine target di circa il 7% nei prossimi due o tre anni", ha affermato Asenkerschbaumer. Nonostante la pandemia, Bosch ha chiuso il 2020, con un risultato operativo di 2 miliardi di euro, a fronte di un fatturato di 71,5 miliardi di euro, pari a un Ebit margin del 2,8% (4,7% senza oneri di ristrutturazione).

Nella tecnologia powertrain, la mobilità elettrica si sta affermando come il core business di Bosch. Denner ha riferito che l'azienda sta effettuando ingenti investimenti in questo settore: solo per quest'anno sono previsti ulteriori 700 milioni di euro che si aggiungono ai 5 miliardi investiti fino ad oggi. Attualmente il fatturato Bosch dei powertrain elettrici sta registrando una crescita doppia rispetto al mercato, pari a quasi il 40%. L'obiettivo è incrementare il fatturato annuale di cinque volte, per un totale di circa cinque miliardi di euro entro il 2025. "Ormai da tempo l'elettromobilità ha smesso di essere una scommessa sul futuro. I nostri investimenti anticipati stanno iniziando a dare i loro frutti" ha affermato il Ceo di Bosch nel corso della conferenza stampa online. Complessivamente, fino alla fine del 2020, Bosch ha acquisito ordini per un valore di oltre 20 miliardi di euro.

Bosch si sta anche concentrando sul mercato in crescita dell'idrogeno: l'azienda ritiene in particolare che il settore legato all'idrogeno verde nell'Ue avrà un valore di quasi 40 miliardi di euro entro il 2030, con tassi di crescita annuali del 65%. Le celle a combustibile convertono l'idrogeno in elettricità e Bosch sta sviluppando soluzioni di celle a combustibile sia stazionarie sia mobili. Dal 2021 al 2024 Bosch prevede di investire oltre un miliardo di euro in questa tecnologia. "Bosch è già H2-ready", ha dichiarato Denner. Il piano prevede di mettere in funzione quest'anno 100 impianti di celle a combustibile per alimentare data center, impianti industriali e aree residenziali. Una cella a combustibile fissa è già attiva da marzo a Bamberg, in Germania.

Bosch stima che il mercato delle celle a combustibile mobili avrà un valore di circa 18 miliardi di euro entro la fine del decennio. Denner è convinto che sotto questo punto di vista Bosch vanti un'ottima posizione: "Abbiamo ciò che serve per essere leader anche in questo mercato". Di recente Bosch ha costituito una joint venture con il gruppo cinese Qingling Motors per produrre sistemi di propulsione a celle a combustibile. Entro la fine di quest'anno sarà messa su strada una prima flotta di 70 mezzi.