Italia Markets closed

Botte, corde e insulti: principessa saudita condannata per abusi sull'idraulico

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, secondo da sinistra. (AP Photo/Eugene Hoshiko, Pool)


Alla principessa saudita Hassa bin Salman è arrivato un mandato d'arresto internazionale, spedito in Arabia Saudita da niente meno che la Francia, con condanna in contumacia a dieci mesi di detenzione e 10mila euro di multa.

Il motivo? Avrebbe torturato il suo idraulico per ore.


Ti potrebbe interessare anche: Lady Diana, scoperta la grande bugia sui funerali


La dinamica dell’incredibile episodio

Le cose sono andate così: la principessa ha chiamato l'idraulico perché le sostituisse i sanitari del bagno. Una volta al lavoro, l'uomo avrebbe cominciato a scattare una serie di fotografie all'interno della casa (compresa una in cui il volto della principessa compariva riflesso nello specchio).

Secondo lui, le immagini sarebbero servite per capire quali pezzi ordinare per la sostituzione di lavandino e vasca. Ma per la donna, gli scatti sarebbero stati conservati sul cellulare per poi essere rivenduti alla stampa.


Guarda anche: Arabia Saudita, sì al passaporto alle donne e ai viaggi da sole


E' stato questo presentimento a scatenare le furie della principessa, che ha immediatamente ordinato alla sua guardia del corpo di bloccare l'idraulico, legarlo a una sedia e riempirlo di botte. Lei, nel frattempo, urlava "Uccidilo, il cane! Non merita di vivere!" e obbligava l'uomo a baciarle i piedi.

Uscito dalla magione della principessa dopo ore di terribile agonia, l'uomo si sarebbe subito diretto dai carabinieri. Era il 2016. Ci è voluto l'intervento della Francia perché le sue richieste venissero ascoltate e due anni più tardi, il 12 settembre 2019, si arrivasse alla sentenza finale e alla condanna della principessa.

La stessa principessa, peraltro, figlia del noto principe ereditario prossimo al trono saudita Mohammed bin Salman, il cui nome è stato più volte collegato all'uccisione del giornalista Jamal Khashoggi.