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Braccio di ferro tra Omicron e mercati

·3 minuto per la lettura

Da qualche giorno si sta svolgendo una strana gara di forza tra le curve dei contagi da variante Omicron e quelle degli indici di borsa.

La faccenda sembra abbastanza strana, poiché secondo logica la direzione delle due tipologie di curve dovrebbe essere divergente.

Invece salgono entrambe ed è capitato più di una volta di vedere nuovi massimi su entrambe le curve. La spiegazione più convincente di questa stranezza è nella percezione dei mercati sulla pericolosità di Omicron, per la salute pubblica e per l’economia. Al momento scommettono su due ipotesi: la prima è che, nonostante la salita esponenziale dei contagi, l’occupazione degli ospedali dei principali paesi europei e degli Stati Uniti non supererà il livello da allarme rosso.

La seconda è che i governi occidentali non possano permettersi di chiudere nuovamente l’economia in modo totale, come lo scorso anno, ma scelgano tutti strategie di convivenza, tollerando il più possibile la diffusione del virus, in modo da raggiungere di fatto l’immunità di gregge con i contagi, dato che non sono riusciti a raggiungerla con i vaccini. A patto, ovviamente, che l’organizzazione sanitaria regga. Inoltre, per non chiudere di fatto la circolazione delle persone con le quarantene, molti paesi stanno attuando regole che eliminano la quarantena per i vaccinati, introducono il green pass rafforzato per lavorare, e potenziano le procedure di tracciamento sui lavoratori dei settori essenziali e di prima necessità. Lo scopo principale, di fronte ad una malattia che sembra colpire meno gravemente, è quello di conservare la salute dell’economia.

Corollario di questo scenario è che le banche centrali avranno parecchi scrupoli di coscienza a stringere ancora la loro politica monetaria e rinvieranno il più possibile gli aumenti dei tassi, specie se, come si aspetta il consenso degli analisti, nei prossimi giorni verrà comunicato che i prezzi al consumo a dicembre hanno arrestato la salita impetuosa dei mesi precedenti.

Pare evidente che questo scenario dà per scontate alcune cose che potrebbero andare storte. L’architrave su cui poggia tutto questo castello di ipotesi è la tenuta degli ospedali, che potremo accertare solo qualche giorno dopo che Omicron abbia cominciato a diminuire la sua velocità di diffusione, raggiungendo il picco della quarta ondata di contagi.

A giudicare da quel che si è visto ieri, con massimi storici di contagi a livello globale, oltre 2 milioni in un solo giorno, ed in Regno Unito, Francia e Italia, non siamo ancora vicini a quel punto. Anzi, sembra che occorra ancora qualche giorno, forse un paio di settimane. Intanto la pressione sugli ospedali continua a crescere…

Ieri i nervi dei mercati azionari sono stati ancora saldi in Europa. Eurostoxx50 è salito ancora (+0,83%), accorciando ulteriormente la distanza che lo separa dal massimo del 2021. Merito soprattutto dei settori bancario ed automobilistico, che hanno tirato il gruppo.

Wall Street invece ha avuto una seduta un po’ ondivaga e incerta. Sebbene l’indice SP500 sia riuscito ad inizio seduta a migliorare il massimo storico, portandolo a quota 4.818, ha subito ritracciato e passato la giornata ad oscillare, per chiudere poi in sostanziale pareggio (-0,06%) ed ancora una volta sotto il livello psicologico di 4.800. È la quarta volta nelle ultime sei sedute, che SP500 supera 4.800 e poi chiude al di sotto. Peggio ha fatto il tecnologico Nasdaq100 (-1.35%), colpito da realizzi che hanno annullato del tutto la buona performance di lunedì.

Queste incertezze americane ci avvisano che la spinta rialzista potrebbe perdere oggi un po’ di ritmo. SP500 potrebbe non aver ancora concluso la sua fase di consolidamento sopra quota 4.700, e magari potrebbe avere necessità di testare più da vicino il livello 4.700 nel corso di questa settimana.

Questo livello resta fondamentale per il mantenimento dello scenario rialzista di breve termine e per supportare il prossimo impulso verso 4.900. Una tenuta di questo supporto, seguita dal superamento del massimo di ieri, potrebbe rappresentare la volta buona per lasciarsi alle spalle per un po’ quota 4.800 e fare un primo step rialzista impulsivo fino a 4.850.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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