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Breaking news: anche Trump positivo al virus

Pierluigi Gerbino
·4 minuti per la lettura

La prima giornata di ottobre non ha fornito alcun significativo segnale in grado di aggiungere o togliere qualcosa dal piatto che ho presentato ieri.

La situazione ieri è rimasta del tutto identica.

E’ vero che ieri SP500 ha aggiunto un mezzo punto percentuale di rialzo ai valori di fine settembre, ma è altrettanto vero che il tentativo di attaccare l’area 3.400 si è fermato a 3.397, toccato in apertura di seduta. Il resto della giornata è passato con micro-oscillazioni, tutte all’interno del tratto di strada che il giorno precedente è stato percorso, all’indietro, nelle ultime due ore di seduta.

Segno che il mercato sta attendendo che al Congresso USA conservatori e democratici si mettano d’accordo per varare la maxi manovra da almeno 2.000 miliardi di dollari. Faccio notare che è più di un intero PIL italiano, tutto a debito, come si conviene ad un’amministrazione, quella guidata da Trump, con le mani bucate per tutto il suo mandato quadriennale. Senza questi soldi l’America imploderebbe in una nuova ventata di licenziamenti e molte aziende zombie, tenute in vita da sei mesi solo dalle trasfusioni di dollari statali, fallirebbero miseramente, trascinando in crisi anche il sistema bancario. In questa situazione mi ha fatto ridere a crepapelle sentire Trump, al dibattito televisivo, accusare Biden con il peggior insulto che i conservatori possano lanciare: tu sei un “socialista”. Nei vecchi regimi del socialismo reale i soldi pubblici venivano sperperati nell’inefficienza delle imprese di proprietà collettiva. Ora in USA i dollari vengono creati per coprire l’inefficienza delle imprese private, senza chiedere nulla in cambio e permettendo loro di sperperarli di nuovo per tenere in piedi posti di lavoro finti. Eppure continuano orgogliosamente a chiamare “capitalismo” questa bufala gonfiata di azzardo morale.

Dove prenderanno questi 2 trilioni di dollari da far piovere nelle tasche degli zombie made in USA?

Emettendo Treasury Bond, ovviamente. E chi li dovrà comprare? Una parte i cinesi e i giapponesi, anche se i primi stanno da tempo diminuendo la fornitura di ossigeno al nemico che insulta e ha dichiarato loro la guerra commerciale tecnologica. Il grosso lo comprerà la FED, da tempo il più grande fondo hedge del mondo, ed ingolferà ulteriormente il suo bilancio, stampando in cambio dal nulla tutti i dollari necessari (lo chiamano “Fiat Money”).

I quali in parte finiranno nel carrello della spesa del consumatore yankee, ma in gran parte andranno a comprare azioni a Wall Street (o su Robinhood) ed Oro a Chicago, generando certamente altra inflazione finanziaria. L’inflazione reale per ora non sembra ancora pronta a rialzare la testa. 

Tutto ciò significa che Wall Street tornerà a festeggiare con nuovi massimi storici, in un delirio di scollamento tra la finanza virtuale e l’economia reale? Probabilmente sì.

Però… calma. Non subito. I 2 trilioni non sono ancora stati decisi, perché ai democratici non conviene un accordo di cui Trump possa prendersi i meriti, in piena campagna elettorale. Già, perché l’altro scoglio da superare è proprio la grana elettorale, che è diventata uno scontro violentissimo tra la metà del popolo americano che odia Trump e la metà che lo adora. Biden non esiste, e lo si vede da come parla, o, meglio, non parla, in tv. Gli hanno detto che meno parla, meglio è. A mio parere  qualunque altro candidato avessero scelto i democratici avrebbe fatto meglio di lui. Evidentemente la vocazione autolesionista non è monopolio del PD italiano.

E poi c’è il virus, con le sue sorprese...

Mentre scrivevo queste note sono stato colpito dalla violenta scivolata dei future americani, partita poco prima delle 7 ora italiana. Uno sguardo veloce alle notizie di agenzia, alla ricerca della “Breaking news”, ha rivelato subito  il motivo. Trump e la moglie sono positivi al Coronavirus, contagiati probabilmente da una delle più fidate e frequentate collaboratrici del Presidente. Al momento sono asintomatici, ma intanto è scattata la quarantena ed è stata sospesa la campagna elettorale.  

Ironia della sorte. I mercati si ostinano da mesi a fare i conti senza il virus, ma lui ogni tanto si prende il centro delle attenzioni.

Non per cambiare il destino dei mercati di lungo periodo. Ma quanto basta per ingarbugliare ulteriormente una correzione già prolungata dalla stagionalità negativa. 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online