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BREAKINGVIEWS - Telecom Italia terrà banchieri impegnati nel 2022

·2 minuto per la lettura
Il logo Tim presso la sede centrale a Roma

di Lisa Jucca

MILANO (Reuters Breakingviews) - Telecom Italia potrebbe rivelarsi un boccone d'oro per gli adviser europei di M&A nel 2022. Il gruppo di telecomunicazioni, da tempo in difficoltà, ha annunciato venerdì la costituzione di un comitato interno per esaminare l'offerta non vincolante presentata dal gruppo Kkr. Come già fu con il leveraged buyout di Telecom Italia del 1999, questa offerta potenzialmente è manna dal cielo per banchieri, avvocati e consulenti. La proposta di Kkr, del valore di 33 miliardi di euro incluso il debito, sarebbe la più grande acquisizione di private equity mai realizzata in Europa, secondo Refinitiv, e porterebbe corpose commissioni per la consulenza su merger e finanziamento. Altri offerenti potrebbero però farsi avanti e gli attuali azionisti di Telecom Italia, tra cui Vivendi e lo Stato italiano, avranno voce in capitolo. Un'acquisizione potrebbe anche essere il primo passo verso una disgregazione dell'azienda. Al momento, nessuno dei soggetti coinvolti ha ufficialmente assunto dei consulenti. Kkr sta lavorando con le banche americane Citi, Morgan Stanley e JPMorgan, secondo alcune fonti a conoscenza diretta della situazione. Le banche rivali stanno puntando su Telecom Italia, che venerdì ha perso il suo quarto numero uno in sei anni dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Luigi Gubitosi. La società di telecomunicazioni potrebbe avvalersi dei servizi di Goldman Sachs e Bank of America, ma anche Rothschild, Lazard e UniCredit stanno cercando di ottenere un mandato. Vivendi, il maggiore azionista di Telecom Italia, è sul piede di guerra perché l'offerta di Kkr di 0,505 euro per azione è appena la metà del prezzo medio pagato dalla società di Vincent Bolloré per la sua quota del 24%. Il magnate francese probabilmente si affiderà al famoso studio legale italiano Chiomenti, ma non ha ancora scelto un consulente bancario, anche se Mediobanca potrebbe essere disposta a ricoprire un ruolo. Nel frattempo, Cassa Depositi e Prestiti, controllata dallo Stato e titolare del 10% di Telecom Italia, potrebbe optare per Credit Suisse. La saga ha già attirato l'interesse del gruppo rivale di private equity Cvc, che ha dalla sua parte Marco Patuano, consigliere di Nomura ed ex AD di Telecom Italia. In ogni caso il governo guidato da Mario Draghi - ex banchiere di Goldman Sachs - avrà probabilmente il ruolo principale, dato il potere di Roma di porre il veto a un possibile accordo. I banchieri si stanno già godendo quello che sembra essere il miglior anno di sempre per le acquisizioni. L'attività di M&A in Europa occidentale ha raggiunto 1.100 miliardi di dollari al 18 novembre, in aumento del 46% rispetto all'anno precedente, secondo Refinitiv. Le operazioni di M&A sostenute da private equity sono balzate del 141% a 262 miliardi di dollari nello stesso periodo. Telecom Italia sembra destinata a tenere occupati i banchieri d'investimento anche l'anno prossimo.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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