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“Brexit, un mancato accordo peserà sul Pil del 2021”

Fabrizio Arnhold
“Brexit, un mancato accordo peserà sul Pil del 2021”

Per Candriam, in caso di un addio dall’Ue senza accordo, il Pil britannico non tornerebbe ai livelli pre-crisi prima di qualche anno

La più profonda recessione dei tempi moderni. Dopo un calo record del Pil ad aprile 2020, a causa del lockdown, l’economia britannica si appresta ad affrontare uno shock economico simile a quello che interesserà tutta l’Europa, a causa della pandemia. “La ripresa economica nel Regno Unito, però, è più lenta rispetto a quella che stanno vivendo gli altri Paesi europei”, commenta Christophe Dumont Economist di Candriam. “Soprattutto rispetto a Italia, Germania e Francia, che hanno allentato prima il lockdown”.

IMPRESE BRITANNICHE CAUTE

Dal Summary of Business Conditions del secondo trimestre pubblicati dalla Bank of England, emerge cautela sulla crescita delle imprese britanniche: le aziende intervistate, infatti, non prevedono un ritorno alla normalità prima della fine del 2021. “Il piano di sostegno annunciato dal governo l’8 luglio contribuirà alla ripresa”, aggiunge Dumont, “ma il comportamento delle imprese negli investimenti continuerà ad essere un freno”. La domanda stenta a risalire e l’incertezza maturata dalla Brexit ha effetti negativi anche sulle imprese. Per Candriam, quindi, “la ripresa dovrebbe restare molto graduale, con una contrazione del Pil di oltre il 10% nel 2020”.

L’IMPATTO DELLA BREXIT SUL PIL

L’incertezza sull’evoluzione della pandemia, di cui non si può escludere una seconda ondata, si aggiunge a quella relativa ai negoziati sulla Brexit che avranno un impatto sulla crescita del Pil nel 2021. Christophe Dumont sottolinea come alla fine di giugno, il governo britannico abbia dichiarato che “non avrebbe richiesto una proroga del periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020”. Questo significa che bisognerà concludere i negoziati con l’Europa entro la fine di ottobre.

STALLO SULLE TRATTATIVE

La prospettiva è quella di una sfida complicata. “Le trattative sono ancora in fase di stallo su diverse questioni chiave: il ruolo della Corte di giustizia europea, la garanzia di parità di condizioni e il diritto di imbarcazioni europee di pescare nelle acque del Regno Unito”, continua l’analisi di Candriam. “Se entrambe le parti si rifiuteranno di scendere a compromessi, la Gran Bretagna lascerebbe l’Unione europea senza un accordo”, con il conseguente ritorno alle regole e alla tariffe imposte dal WTO.

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE

L’ipotesi di un no deal provocherebbe un ulteriore shock a un’economia, quella britannica, già pesantemente provata dalla grave crisi sanitaria. “Le conseguenze economiche per il Regno Unito potrebbero essere sostanziali - conclude l’Economist di Candriam - con il Pil che non tornerebbe ai livelli pre-crisi prima di qualche anno”.