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Brindisi di fine anno

·4 minuto per la lettura

I mercati azionari hanno voglia e fretta di festeggiare la scelta di Biden di sacrificare la salute pubblica sull’altare della crescita del PIL, esattamente come avrebbe fatto il suo predecessore Trump.

Appena è stato chiaro che né la corsa allo shopping natalizio, né i baci e abbracci di Capodanno sarebbero stati frenati da nuove restrizioni, da martedì dalla scorsa settimana, è scattato il rally tardivo di fine anno, che ieri ha mostrato la sua quarta seduta positiva consecutiva e realizzato il massimo storico che l’indice principale SP500 aveva sfiorato giovedì scorso, nell’ultima seduta prima di Natale.

Non importa se la curva dei contagi quotidiani in USA è tornata nei giorni scorsi a 300.000, cioè i massimi storici del periodo più buio della seconda ondata, quasi un anno fa, quando Trump pensava a fomentare il saccheggio del Congresso anziché combattere il virus.

Ora Biden deve recuperare la popolarità che è scesa ai minimi termini dopo la fuga dall’Afghanistan e l’incapacità di approvare il maxi piano Build Back Better. Perciò fomenta il saccheggio dei centri commerciali per mantenere alta la crescita del PIL. Ieri, nel giorno in cui a livello mondiale è stato stabilito il record di contagi giornalieri dall’inizio della pandemia (1,44 milioni), gli USA hanno deciso di abbreviare la quarantena dei positivi a soli 5 giorni. Cose simili stanno pensando anche in Europa, anche se nel vecchio continente il comportamento dei governanti è lontano anni luce dal menefreghismo dell’amministrazione Biden.

Tutto ciò ha scatenato l’euforia dei mercati, notoriamente indifferenti alla salute, ma assai sensibili al business.

Perciò Wall Street, incurante delle perplessità dei mercati asiatici, convinti che laggiù stiano per arrivare estensioni di lockdown contro la variante Omicron, ha tirato ancora al rialzo il gruppo dei mercati azionari occidentali, che ieri hanno realizzato coralmente la quarta seduta positiva di fila.

In Europa c’è stato il tempo di salire “solo” di +0,77% con l’indice Eurostoxx50. Rialzi di entità simile e sotto il punto percentuale hanno messo a segno tutti i principali indici di Eurolandia.

È comunque un movimento che è bastato all’indice delle 50 blue chip europee per portarsi a 4.288, a contatto con l’ultima resistenza che lo separa dal massimo del 2021 di 4.415, con la possibilità oggi di dare la spallata per tentare la difficile impresa di colmare in 3 sedute i 147 punti (quasi il 3%) che lo separano dal record.

Record che invece SP500 (+1,38%) ha già realizzato alla grande, superando ampiamente (di 47 punti, cioè circa l’1%) la vecchia asticella fissata il 22 novembre scorso a 4.744. Strappo rialzista anche per il tecnologico Nasdaq100 (+1,58%), che non ha migliorato il suo record storico, ma ha scavalcato la resistenza di 16.500 punti e ormai vede il suo massimo storico a meno di 200 punti di distanza. 

A questo punto, analizzando SP500 per ipotizzare il percorso futuro, debbo notare che la strada verso l’obiettivo di area 4.900-5.000, che da tempo indico come probabile intenzione di questo indice, si è decisamente accorciata. L’avevo ipotizzata in novembre come possibile entro fine anno, ma l’intoppo dello spavento Omicron, sebbene sia rientrato piuttosto velocemente, ha fatto perdere qualche settimana. 

Perciò a questo punto direi che è molto improbabile che possa essere realizzata nel 2021.

Anche perché il movimento che sta effettuando l’indice SP500 può essere ben classificato come onda 3 di (5) di III. Traduco: questa è la terza onda rialzista di breve periodo, all’interno della quinta onda rialzista di medio periodo, all’interno della terza onda rialzista di lungo periodo.

Questa onda 3 ha percorso una strada rialzista leggermente superiore alla lunghezza dell’onda 1. Normalmente l’obiettivo dell’onda 3 è compreso tra il 100% e il 123,6% dell’onda 1. Potrebbe perciò arrivare fino a 4.824 circa. Poi mi aspetto un consolidamento di qualche decina di punti che sarà classificato come onda 4. Quindi partirà l’impulso finale rappresentato dall’onda 5 incaricata di portare l’indice al di sopra di 4.900 e completare sia la (5) che la III.

Possiamo ipotizzare che tutto ciò sia impossibile da fare in sole tre sedute. Dobbiamo perciò attendere che si compia nella prima o seconda settimana di gennaio.

Questo è quel che l’analisi delle onde ci prospetta. Dobbiamo comunque essere ben coscienti che la mappa non è il territorio, o, se preferite, l’aspettativa non sempre si trasforma in realtà.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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