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Britney Spears ha visto il documentario su di lei e no, non sembra essere contenta

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Photo credit: Anthony Harvey - Getty Images
Photo credit: Anthony Harvey - Getty Images

Arriverà su Netflix fra poco meno di una settimana e sta già facendo discutere moltissimo. Stiamo parlando di Britney vs Spears, il nuovo documentario che racconta la battaglia legale della popstar per ottenere la fine della tutela legale di suo padre Jamie. Niente di troppo diverso dalle vicende che i giornali hanno riportato con alacrità negli ultimi mesi, soprattutto perché, anche nel questo caso del documentario, la collaborazione di Britney Spears non c'è stata e anzi la pop star non sarebbe per nulla contenta della sua uscita.

Britney vs Spears racconta il percorso della pop star a partire dal 2008, anno del famoso breakdown di Britney e in cui i giudici ritengono necessaria la tutela del padre Jamie, e arriva alla storica vittoria del fronte #FreeBritney ad inizio settembre con i documenti ufficiali che sanciscono la fine della tutela. La voce della diretta interessata trova spazio nella testimonianza che aveva rilasciato al tribunale di Los Angeles e nel trailer la si sente dire "Rivoglio la mia vita indietro" e "Ho lavorato per tutta la mia vita, non devo nulla a queste persone".

Sembra però che di Britney in questo documentario ci sia poco e niente. Una fonte vicina alla pop star ha fatto sapere a Page Six che Britney vs Spears non ha ottenuto il semaforo verde dalla cantante: "Questo è un altro documentario non autorizzato senza la sua benedizione o partecipazione". Parole che pesano ancora di più considerando che questo documentario dovrebbe restituire la voce a Britney e non usarla a scopo di lucro, un po' come accadeva con la tutela legale del padre.

In sua difesa, la regista Erin Lee Carr ha dichiarato in un'intervista con il Los Angeles Times di aver cercato di contattare Spears per il progetto. "Ho sempre sperato, sognato, desiderato e pregato gli dei per [la sua partecipazione nel] documentario - ha detto Lee Carr - Ho provato a contattarla ripetutamente. Ma ho dovuto sedermi con la consapevolezza che era improbabile che accadesse". La regista di Britney vs Spears ha poi aggiunto di aver persino inviato una lettera alla cantante ma poiché è "iperprotetta" ha "ragione di credere che Britney non sia stata in grado di leggerla". A noi l'ardua sentenza di stabilire se questo è un nuovo capitolo positivo per il #FreeBritney oppure un passo indietro.

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