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Brexit, Bruxelles avvia azione legale contro Regno Unito, Londra tira dritto

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·3 minuti per la lettura

“La Commissione europea ha inviato oggi al Regno Unito una lettera di messa in mora per aver violato i suoi obblighi ai sensi dell’accordo di recesso” sulla Brexit. “Ciò segna l’inizio di un procedimento formale di infrazione contro il Regno Unito. Ha un mese per rispondere alla lettera di oggi”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“L’articolo 5 dell’accordo di recesso stabilisce che l’Unione europea e il Regno Unito devono adottare tutte le misure appropriate per garantire l’adempimento degli obblighi derivanti dall’accordo di recesso e che devono astenersi da qualsiasi misura che possa compromettere il raggiungimento di tali obiettivi. Entrambe le parti sono vincolate dall’obbligo di cooperare in buona fede nell’esecuzione dei compiti derivanti dall’accordo di recesso”, precisa la nota della Commissione europea.

Il governo britannico rivendica le sue “ragioni” dietro il progetto di legge nazionale (Internal Market Bill) che rimette in discussione parte degli accordi di divorzio sottoscritti con l’Ue in risposta alla lettera con cui la Commissione europea ha confermato l’intenzione di avviare un’azione legale contro Londra se la questione non sarà chiarita entro un mese. “Risponderemo alla lettera a tempo debito”, ha tagliato corto un portavoce di Boris Johnson, ma “abbiamo chiaramente indicato le nostre ragioni per introdurre (attraverso la legge contestata, già approvata dalla Camera dei Comuni e ora in discussione in quella dei Lord, ndr) le misure relative al protocollo sull’Irlanda del Nord”. Si tratta, ha insistito, di “creare una rete legale di sicurezza per proteggere il mercato interno del Regno Unito” e al contempo “tutelare il processo di pace” irlandese.

Parlando alla Camera dei Comuni sul dossier Brexit, il ministro MIchael Gove, copresidente della commissione mista Gb-Ue per l’attuazione delle intese sulla Brexit, ha da parte sua evocato ancora una volta “linee rosse” che il governo Johnson non intende e non può valicare. Ma ha glissato sulla lettera della Commissione europea, manifestando invece un certo ottimismo sugli ultimi sviluppi dei negoziati in corso a Bruxelles fra i team guidati da MIchel Barnier e da lord David Frost sulle relazioni future commerciali: negoziati che, malgrado lo stallo di quest mesi, potrebbero ancora produrre un trattato di libero scambio in extremis, durante il mese di ottobre, ossia un accordo che nella prospettiva di Londra consentirebbe a Johnson di accantonare l’Internal Market Bill o almeno i suoi punti più controversi improntati a una potenziale violazione del diritto internazionale.

I progressi fatti negli ultimi colloqui sulle relazioni commerciali - ha detto Gove in risposta alla sollecitazione dell’opposizione laburista a scongiurare un no deal ad alto rischio per l’economia, nel pieno dell’emergenza coronavirus - hanno riguardato “un’enorme quantità di dossier”. “Vi sono ancora uno o due punti di attrito, dagli aiuti di Stato, al level playing field e alla pesca, ma credo che con buona volontà da entrambe le parti si possa arrivare a risolverli”, ha proseguito, pur non senza ribadire che per il governo Tory rimangono chiare “le linee rosse da non superare”: poiché ”è di vitale importanza conservare la fiducia del popolo britannico e assicurare che dal primo gennaio 2021 possiamo lasciare anche il mercato unico e l’unione doganale dell’Ue per riprendere il controllo” della nostra sovranità.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.