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BTP 50 anni a ruba tra investitori esteri, i dettagli del collocamento record

Titta Ferraro
·3 minuto per la lettura

Oltre 400 investitori si sono messi in fila per l’emissione tramite sindacato del nuovo benchmark BTP 50 anni con scadenza 1 marzo 2072. I dettagli dell'emissione effettuata ieri dal Tesoro italiano evidenziano che al collocamento del BTP 50 anni hanno partecipato oltre 400 investitori, mentre circa 230 hanno preso parte alla riapertura del BTP 7 anni. La domanda complessiva ha superato i 120 miliardi di euro, quasi equamente ripartiti tra i due titoli. I fund manager hanno sottoscritto circa la metà della riapertura tramite sindacato del BTP 7 anni mentre per il titolo con scadenza 50 anni la loro partecipazione è stata del 35,6% mentre le banche ne hanno sottoscritto circa il 36,3% sul titolo 7 anni ed il 20,2% circa sul titolo 50 anni. Nella riapertura del BTP benchmark 7 anni banche centrali e istituzioni governative insieme a fondi pensione e assicurativi hanno acquistato il 7,2% dell’emissione mentre sul titolo a 50 anni una quota significativa (quasi il 40%) del collocamento è stato sottoscritto da investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo; in particolare, la quota di fondi pensione e assicurativi si è attestata al 32,1% mentre il 6,2% è stato acquistato dalle banche centrali. Agli hedge fund è stato allocato circa il 5,7% dell’ammontare complessivo dei due titoli offerti. I due collocamenti hanno visto una partecipazione diversificata (circa 40 paesi), con una partecipazione massiccia di investitori esteri. Il Tesoro sottolinea come la quota allocata ad investitori esteri è stata pari al 74% per il titolo a 7 anni e circa l’88% per il titolo a 50 anni. Tra questi, è stata di particolare rilievo la quota sottoscritta da investitori del Regno Unito (il 29,9% sul titolo a 7 anni e il 23,8% su quello a 50 anni). Il resto del collocamento è stato allocato in larga parte in Europa (circa il 29,3% sul titolo a 7 anni e il 53,3% su quello a 50 anni), con le quote più rilevanti assegnate a investitori di Germania, Austria e Svizzera (rispettivamente circa il 12,7% e il 29,9%), francesi (rispettivamente il 2,2% e il 6,2%) e nella Penisola Iberica (rispettivamente l’1,8% e il 7,1%). Nei Paesi Scandinavi sono stati allocati rispettivamente il 5,3% della riapertura del benchmark 7 anni e il 3,3% del nuovo 50 anni mentre i sottoscrittori dell’Est-Europa hanno acquistato rispettivamente il 3,2% e il 3,4%. Il resto del collocamento è stato sottoscritto da altri paesi europei tra cui i Paesi del Benelux (4,1% sul 7 anni e 3,4% sul 50 anni). La quota allocata ad investitori nordamericani è stata intorno al 12,9% e al 4,8% rispettivamente sui titoli a 7 e 50 anni. La partecipazione di investitori asiatici è stata dell’1,9% per il titolo a 7 anni mentre si è attesta intorno all’5,9% sul titolo a più lunga scadenza.