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Btp chiudono con calmieramento spread a 239 ma pressione permane

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Roma, 13 mar. (askanews) - Si sono moderate ma persistono le tensioni sui titoli di Stato dell'Italia, all'indomani di una seduta drammatica che aveva visto crolli da record della Borsa e brutali impennate dei rendimenti sui Btp. A fine contrattazioni i rendimenti dei titoli decennali, che su queste emissioni si muovono nella direzione opposta al prezzo (quando il primo cala a seguito d vendite i tassi retributivi aumentano) segnano un nuovo incremento, da 23 punti base all'1,82%.

Stavolta però, nell'ambito dei rimbalzi dei mercati azionari dopo i crolli di ieri, anche le emissioni degli altri Paesi dell'area euro hanno segnato netti aumenti, tra cui di 19 punti base quelle della Germania, con tassi dei Bund decennali al meno 0,57%. In questo modo lo spread, che stamattina aveva continuato a salire fino a sfiorare 270 punti base, ha chiuso a quota 239.

Il segmento ha reagito ieri in maniera brutale a una improvvida affermazione della presidente Bce, Christine Lagarde, che aveva detto "non siamo qui per chiudere gli spread", salvo poi correggere il tiro poche ore dopo in una intervista. Oggi ulteriori precisazioni e chiarimenti sono giunte prima dal capo economista della Bce, Philip Lane, poi dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, il quale ha sottolineato come il pacchetto di misure varato ieri serva anche a impedire gli allargamenti degli spread.