Un BTP quasi normale. E piazza Affari va

QUOTAZIONI CORRELATE

SimboloPrezzoVariazione
CPR.MI6,140,12
BBVA.MC8,900,05
GLE.PA43,850,18
TA1.DE6,680,27

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In attesa della prevedibile volatilità che ci accompagnerà nella fase calda pre-elettorale dell’Italia, godiamoci quindi questo momento in cui, passato lo scoglio del fiscal cliff, non ci sono particolari fattori di disturbo sui mercati azionari, mentre per la parte obbligazionaria governativa i primi giorni dell’anno ci consegnano già alcuni target importanti. Infatti la famosa soglia di spread indicata qualche tempo fa dal Prof. Monti a 287, è stata migliorata fino a scendere sotto quota 280. Enfatizzare ancora lo spread è ormai parte di tempi passati, il rendimento del nostro Btp è la cosa che conta realmente e raggiungere sulla curva decennale un livello intorno al 4,25% riporta i valori del titolo ai migliori prezzi precedenti la crisi degli ultimi due anni.

, La cosa rilevante in questo recupero dello spread è relativa al fatto che anche il Bund tedesco ha fatto la sua parte e questo fattore potrebbe essere determinante per tutti i mercati nei prossimi mesi. Infatti un riequilibrio dei rendimenti è fondamentale per l’uscita dalla crisi e rilanciare le economie più deboli; nella primavera del 2011 quando i nostri Btp decennali avevano i rendimenti attuali, i titoli tedeschi rendevano poco sotto il 3%; la crisi li ha fatti diventare bene rifugio e il loro rendimento, ancora poco prima di Natale, era intorno all’1,3%. Questo movimento correttivo che li riavvicina all’area dell’1,5% di rendimento, è fondamentale da un lato per il recupero dello spread e dall’altro per ritornare verso una situazione di maggiore “normalità” sui mercati e un riequilibrio della competitività economica in Europa, contenendo quel vantaggio di finanziamento per il debito tedesco rispetto agli altri partner dell’Eurozona.

Un altro fattore per capire se sia tornata la voglia degli investitori a guardare con fiducia verso il comparto azionario a Piazza Affari e, di conseguenza, con beneficio anche per l’economia del paese, sarà quello d’invertire la tendenza degli ultimi anni dove i delisting hanno superato le Ipo. Infatti i prezzi estremamente bassi hanno messo a nudo il rischio di scalate ostili su alcuni fiori all’occhiello della nostra industria e dall’altro ha permesso ad alcuni gruppi, con poca spesa, di togliere dal listino alcuni titoli. Salvo rare eccezioni soprattutto nel campo della moda, Ferragamo e Cuccinelli, di altre nuove emissioni non ci sono particolari tracce e alcune operazioni previste sono state sospese per poco interesse dal mercato.

, Questa possibile inversione di tendenza potrebbe avvenire nel 2013, ci sono in prospettiva alcuni segnali incoraggianti, tra questi si vocifera di Moleskine e di un brand noto come l’Amaro Averna che potrebbe ripercorrere attraverso il mercato il successo di un altro brand “made in Italy” come Campari (Milano: CPR.MI - notizie) . Il fermento del settore moda-lusso potrebbe trovare un nuovi titoli con le quotazioni di Moncler e Pomellato oltre che della holding Pianoforte che raggruppa marchi come Yamamay e Carpisa; “last but not least” per restare nel pieno del brand “Italia” anche Barilla e De Cecco, da rumor si spera possano diventare realtà. Comunque, anche notizie circolate come rumor di potenziali quotazioni, sono un fattore positivo rispetto all’apatia degli ultimi anni sul comparto azionario.

Per quel che riguarda il settore primario delle obbligazioni, s’inizia piano, piano a riprendere in questi giorni dopo la lunga pausa dalla metà di dicembre. Il primo deal di rilievo è appannaggio della banca spagnola BBVA (Madrid: BBVA.MC - notizie) , rating Baa3/BBB-, che ha lanciato un nuovo titolo benchmark per 1,5 miliardi con scadenza 2018 al tasso fisso del 3,75%. SocGen (Parigi: FR0000130809 - notizie) ha optato per un titolo a tasso variabile per 2 miliardi d’importo con scadenza nel 2015 e rendimento euribor 3 mesi +0,45. La regione tedesca della Bassa Sassonia, AAA di rating, ha offerto 500 milioni a 7 anni al tasso fisso dell’1,25%; mentre altre emissioni hanno riguardato qualche incremento di size, come per la finanziaria della Renault, Rci con 100 milioni del 4,25% 2017 già in circolazione, mentre la World Bank ha aumentato un titolo in pesos messicani al 2015 con cedola e la Rabobank è uscita invece con un titolo in rand sudafricani con scadenza 2017 e cedola al 6%. I primi rumor per prossimi deal vedono in pista la francese Veolia Environment che starebbe pianificando un multitranche in euro e sterline, mentre per Telekom Austria (Xetra: 588811 - notizie) si parla di un possibile deal subordinato dopo il successo di questo tipo di emissioni nell’ultimo periodo, soprattutto nel settore assicurativo.

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