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Il buco nero a Wall Street

Francesco Simoncelli
 

La situazione non può diventare più patetica di così. Dopo il "deludente" taglio dei tassi da 25 punti base della FED, il voto diviso del FOMC e l'incapacità di garantire ulteriori tagli, Powell ha visto i mercati scontenti e quindi ha voluto precisare: "È certamente possibile che dovremo riprendere con la crescita organica del bilancio prima di quanto pensassimo".

E poi i robo-trader sono ripartiti nel momento in cui Powell ha implicitamente confermato che il QE4 è effettivamente in arrivo. Alle 14:50 le azioni sono salite e il dollaro è sceso.

Quindi non ci sono più dubbi sul fatto che la FED sia stata ridotta allo status di pietosa cagna di Wall Street e che Donald potrebbe anche licenziare il presidente Powell e sostituirlo con, beh, una banderuola.

Dopotutto, non può essere più chiaro di così: "Ritengo che verrà un momento in cui pensiamo di aver fatto abbastanza. Ma potrebbe anche venire un momento in cui l'economia peggiorerà e dovremmo quindi tagliare in modo più aggressivo. Non lo sappiamo."

Proprio così. I capi della FED non hanno idea di cosa stiano facendo, quindi stanno prendendo spunto dai trader più avidi e aggressivi di Wall Street che credono che la FED debba loro un mercato azionario che sale ogni giorno.

Vale a dire, esaltati dall'enorme leva finanziaria, il loro livello di avidità e incoscienza non conosce limiti.

Quindi, quando il presidente della FED confessa che "non lo sappiamo", ciò che intende realmente è che gli sciocchi keynesiani nell'Eccles Building non sanno che sono diventati prigionieri della mania speculativa nei mercati finanziari.

Dopotutto è ormai chiaro che un taglio dei tassi da 25 bps, o un prestito TOMO  (operazione temporanea di mercato aperto) overnight da $75 miliardi ai dealer di Wall Street, non gioverebbe affatto all'economia di Main Street; e che quando si tratta di contrastare i venti contrari globali che nascono dall'economia americana, ciò equivale a combattere contro i mulini a vento.

Quindi perché la FED si è lasciata prendere dal panico e per due giorni ha fornito $75 miliardi di TOMO ai mercati, se tale soluzione ovviamente non aveva nulla a che fare con il suo doppio mandato?

Certamente non a causa di una carenza di liquidità nei mercati interbancari. Questi ultimi sono ancora seduti su $1.350 miliardi di riserve in eccesso depositate presso la FED e utilizzabili in qualsiasi momento. Il motivo per cui il tasso dei pronti contro termine è salito fino al 10%, oltre alla pressione stagionale dovuta ai pagamenti delle imposte sulle società, è che i dealer e gli speculatori hanno aumentato i loro sforzi per finanziare la curva dei rendimenti e altre speculazioni tecniche nel mercato dei pronti contro termine, facendo salire così il valore di scarsità di tali garanzie.

Secondo Bloomberg una scommessa molto gettonata al momento è quella su un'inversione più marcata della curva dei rendimenti, in cui i trader shortano il decennale e vanno long sul biennale con i pronti contro termine. In sostanza, si tratta di un trade privo di capitale (ovvero quasi tutti i finanziamenti lato long sono presi in prestito) in cui i giocatori d'azzardo andranno bene se la loro scommessa si rivelerà azzeccata oppure smobiliteranno la posizione se non si materializzerà l'inversione più marcata della curva.

Tuttavia questo trade redditizio viene gettato alle ortiche se i giocatori di Wall Street devono pagare il 10% per i pronti contro termine e finanziare il lato long della loro scommessa.

Così gli sciocchi nell'Eccles Building sono venuti in soccorso con un TOMO overnight allo scopo di stabilizzare i mercati monetari. Inutile dire che la FED ha da tempo distrutto il vecchio mercato dei fondi monetari, quando ha pompato quasi $3.500 miliardi di credito fiat col QE.

Di conseguenza le banche stanno annegando in un eccesso di liquidità. Il prezzo di riferimento storico per il denaro overnight nel mercato interbancario (cioè i fondi federali) è solo una reliquia del passato ed è stato infarcito con la stupidità della FED di pagare le banche $45 miliardi all'anno per mantenere i fondi parcheggiati presso di essa sotto l'ombrello dell'IOER. Inoltre il 60% del trading dei fondi federali è attribuibile ad attività speculative sotto forma di prestiti immobiliari coperti dal governo.

Cosa hanno fatto gli sciocchi keynesiani negli ultimi giorni?

 

Hanno inondato il mercato dei pronti contro termine con credito overnight dal nulla per farlo "andare per il verso giusto", fornendo così l'ennesimo dono agli speculatori lieti di pagare circa il 2,3% anziché il 10% per finanziare le loro ultime scommesse.

Cioè, non c'era nulla di tecnico o necessario in questi giganteschi TOMO; erano solo l'ennesimo salvataggio degli speculatori di Wall Street.

Inutile dire che se si continua a salvare gli speculatori, essi speculeranno di più e finiranno per distruggere i mercati all'interno del sistema finanziario, spegnendo anche la paura del rischio e della perdita che è l'unica cosa che tiene sotto controllo gli impulsi speculativi.

L'ultimo taglio dei tassi da 25 punti base aveva un solo scopo: mantenere le medie del mercato in crescita su richiesta degli speculatori azionari e migliaia di miliardi di fondi passivi/indicizzati. Infatti il Wall Street Journal ha fatto notare che Wall Street è diventato praticamente un motore a moto perpetuoi.

Inutile dire che i tre giganteschi proprietari dell'indice e degli ETF rappresentati dalla linea nera nel grafico qui sopra (Black Rock, State Street e Vanguard) sono solleticati dalle operazioni  della FED di mantenimento dei prezzi e non sono mai a corto di consigli sui motivi per cui dovrebbe fare di più.

In una parola, dopo 10 anni di QE e un massiccio acquisto di obbligazioni, le politiche della FED hanno perso qualsiasi connessione con l'economia di Main Street: forniscono liquidità a Wall Street e finanziano forme sempre più arcane ed instabili di speculazioni su azioni, obbligazioni e derivati (senza contare che ciò richiede un supporto sempre maggiore da parte della banca centrale). Il tutto per impedire che avvenga una ristrutturazione degli equilibri in quella che è diventata a tutti gli effetti una bisca clandestina di gioco d'azzardo.

La parola giusta per quest'ultima è recessione: la principale conseguenza è un'improvvisa liquidazione di lavori, inventari in eccesso, sottoperformance degli asset a reddito fisso e altre mutazioni patrimoniali che sono la progenie deforme del denaro fiat.

Va da sé, ovviamente, che i banchieri centrali keynesiani che gestiscono la FED ora hanno perso ogni contatto col sound money e perfino col buon senso economico. Dopotutto stanno prendendo Einstein sulla parola e facendo la stessa cosa ancora e ancora aspettandosi un risultato diverso.

Questa volta affermano di favorire una ripresa e di voler stipulare una "assicurazione" nel caso in cui le recessioni non siano state del tutto abolite. Ma un federal funds rate all'1,87% (tra il nuovo intervallo target dell'1,75% -2,0%) non avrà alcun impatto su Main Street, perché quest'ultimo non utilizza fondi overnight. Wall Street sì invece e lo fa principalmente per finanziare la dipendenza da gioco d'azzardo dei suoi speculatori e hedge fund.

Quindi abbassando il Fed funds rate di 25 punti base durante il mese n° 121 dell'espansione economica più lunga della storia e quando il tasso di disoccupazione U-3 è al minimo da 50 anni a questa parte (3,7%), i capi della FED stanno dicendo che il denaro non ha bisogno di alcun prezzo e continueranno a martellare suddetto chiodo monetario a qualsiasi costo.

L'inarrestabile repressione monetaria della FED e la massiccia monetizzazione del debito sono una manna solo quando si tratta di Wall Street. Il denaro overnight a buon mercato è fantastico per i carry trade e la politica della FED da oltre un decennio è stata quella di abbassare il tasso del mercato monetario al di sotto del tasso d'inflazione, rendendo negativi in termini reali i costi dei carry trade.

Come mostrato nel grafico seguente, nell'aprile 2008 la FED ha abbassato il FFR al 2,0% nel disperato tentativo di sostenere Main Street che era già in recessione, anche se i 12 geni del FOMC non ne avevano idea all'epoca.

In ogni caso, il tasso d'inflazione a 12 mesi era al 2,95%, il che significa che il costo dei fondi nel mercato monetario erano un punto pieno al di sotto del tasso d'inflazione e il divario non ha fatto altro che allargarsi da lì.

A gennaio 2012, ad esempio, il FFR della FED era di soli 10 punti base, mentre il tasso d'inflazione a 12 mesi era al 2,60%, il che significa che il costo reale (aggiustato all'inflazione) era -2.50%.

I trader di Wall Street pensavano letteralmente di essere finiti in paradiso.

Com'è evidente dal grafico qui sopra, a dicembre 2018 la FED ha fatto in modo che il FFR tornasse un pelo al di sopra del tasso d'inflazione. Adesso siamo tornati sott'acqua, con il tasso target del mercato monetario della FED all'1,87%, ben al di sotto del tasso d'inflazione al 2,19%.

C'è solo un posto in cui 137 mesi di tassi reali negativi possono portare: alla madre di tutte le bolle del mercato azionario e il più grande bust di sempre.

Il picco del 10% nel tasso dei pronti contro termine è senza dubbio un avvertimento delle Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online