Bufera a Piazza Affari con crisi politica. I possibili scenari

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Un risveglio a dir poco traumatico quello odierno per Piazza Affari che per la quarta seduta consecutiva perde terreno, ma quest’oggi l’intervento dei ribassisti è particolarmente duro. L’indice Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) ha avviato gli scambi già in netto calo e negli ultimi minuti si presenta a ridosso dei minimi intraday in area 15.130 punti, con un affondo del 3,61%. La tensione sale alle stesse anche sul fronte obbligazionario con lo spread BTP-Bund che ormai è sempre più lontano dalla soglia dei 300 punti base, tanto che ora viaggia a al i sopra dei 363 basis points, con un rally di oltre dieci punti percentuali rispetto al close di venerdì scorso. La caduta odierna di Piazza Affari non è in alcun modo paragonabile alla flessione che sta interessando gli altri listini europei, visto che il Ftse100 scende dello 0,33% lasciando più indietro il Dax30 e il Cac40 (Parigi: ^FCHI - notizie) che arretrano rispettivamente delllo 0,58% e dello 0,74%. Il problema del resto è solo italiano al momento, con i venditori che intervengono senza pietà su tutti i titoli del Ftse Mib, ad eccezione di STM che è l’unico a muoversi in controtendenza con un rialzo del 2,52% dopo la presentazione del nuovo piao industriale. Ad avere la peggio sono i titoli del settore finanziario che risentono dell’impennata dello spread BTP-Bund e così Mediolanum (EUREX: 976622.EX - notizie) lascia sul parterre quasi sette punti, insieme a Banco Popolare (Berlino: B8Z.BE - notizie) , Banca Popolare Monte Paschi e Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Seguono a non molta distanza Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) e Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) che accusano un ribasso del 6,47% e del 6,32%, mentre Unicredit (EUREX: C2RI.EX - notizie) e Ubi Banca (Berlino: BPD.BE - notizie) flettono del 5,97% e del 5,53%. A scatenare la bufea sul mercato italiano è senza dubbio l’effetto della crisi politica, dopo che nel week-end il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha reso nota la sua intenzione di dimettersi dopo l’approvazione della legge di stabilità alla quale il Parlamento sta lavorando già da diversi giorni.

, Secondo gli analisti di Equita SIM si può dedurre che Monti è profondamente deluso dal comportamento di Berlusconi e che si sente a questo punto vincolato dal patto di equidistanza di vari partiti. Il PDL è stato sorpreso dall’accelerazione della crisi politica, anche se vari esponenti del partito non sono d’accordo con la svolta populista impressa dallo stesso. A questo punto l’attenzione è rivolta alle elezioni politiche che probabilmente potrebbero aversi già a fine febbraio. La SIM milanese ritiene che avere le elezioni il prima possibile sia indubbiamente positivo, segnalando al contempo che l’atteggiamento anti-Monti di Berluscioni è destinato ad aumentare il premio per il rischio sugli asset italiani. Gli esperti di Equita SIm però dubitano che gli investitori fossero così naif da aspettarsi una campagna elettorale tranquilla, motivo per cui la volatilità attesa è stata solo anticipata. Non è da sottovalutare la possibilità che la svolta radicale di Berlusconi vada a rafforzare l’asse PD-moderati e quindi un Governo di coalizione che èquello che i mercati sperano. Per la SIM milanese sono possibili scosse di assestamento sui mercati, ma la stessa ritiene, forse a maggior ragione, che lo scenario centrale sia di un Governo di coalizione che porti avanti il programma di Monti. Anche i colleghi di Banca Akros si aspettano che l’annuncio delle dimissioni di Monti possa portare ulteriore volatilità sullo spread BTP-Bund, anche in vista delle aste di BOT e BTP attese in settimana. Gli analisti non escludono che la pressione sui mercati finanziari possa anche ostacolare il progetto di Berluscioni di riunire la coalizione del centro-destra in vista delle elezioni. Banca Akros si aspetta alcune pressioni nel breve termine sui mercati, specie nel caso in cui le rinegoziazioni per il fiscal compat dovessero passare nell’agenda dei partiti che si oppongono a Monti.

, Come sta già accadendo, gli analisti di Unicredit questa mattina avevano anticipato un sell-off sui titoli di Stato italiani, segnalando che tale pressione potrebbe trasmettersi alle aste in programma questa settimana. Gli esperti però non si dicono seriamente preoccupazione per la direzione della politica in Italia, tanto che i colleghi di Barclays (Londra: BARC.L - notizie) mettono in conto una ripresa del rally sui BTP nel caso in cui Monti dovesse prendere una chiara posizione alle prossime elezioni. Una discesa in campo dell’attuale Presidente del Consiglio sarebbe infatti la strada migliore per mantenere la credibilità guadagnata quest’anno. Barclays segnala che non si può dire al momento se il professore entrerà o meno nell’area politica, per quanto questo evento non venga escluso del tutto. Nel frattempo però i BTP saranno oggetto di una forte volatilità, visto che le pressioni rialziste sui rendimenti potranno essere alimentate nei prossimi giorni dal rischio politico, dall’illiquidità del mercato in vista della fine dell’anno e dalle pressioni pre-asta in vista delle emissioni in calendario nel mese in corso. Intanto il mercato teme che alle prossime elezioni politiche non ci sia una chiara maggioranza in Parlamento, tale da proseguire il cammino dell’austerità portato avanti negli ultimi 14 mesi da Monti. A detta degli esperti di Newedge, un ritorno di Berlusconi alla guida del Paese porterebbe ad uno scenario di non-austerità nel medio termine.

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