Buona asta di Btp ma FTSE Mib in lieve calo

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Prevediamo un’apertura in rialzo per gli indici statunitensi. Il cfd sul Dow Jones Industrial Average mostra un rialzo dello 0,40%, quello sullo S&P500 dello 0,25% e quello sul Nasdaq 100 (Nasdaq: ^NDX - notizie) dello 0,3%. Forte cautela invece nelle borse europee. Reputiamo che nelle piazze azionarie del Vecchio Continente continua a regnare l’incertezza legata alla mancata risoluzione della crisi debitoria in Grecia (probabilmente una decisione sullo sblocco della tranche di aiuti arriverà il 20 novembre). Anche l’aumento delle tensioni sociali per le misure di austerità nei paesi periferici della Zona Euro non aiuta ad allentare le tensioni. Deludono anche i dati macro sul PIL del terzo trimestre in Grecia e Portogallo. Negativa anche la produzione industriale nella Zona euro di settembre. Segnali incoraggianti sono invece arrivati in Italia dall’asta di btp a 3 anni che ha mostrato un importante calo dei rendimenti. Nel pomeriggio negli Stati Uniti non si discuterà solamente di “fiscal cliff” ma sarà interessante analizzare i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre (importante indicatore per mostrare l’andamento dei consumi nel paese a stelle e strisce) e i prezzi alla produzione.

Italia: Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) in lieve calo, male Mediaset (Dusseldorf: MDS.DU - notizie) A Piazza Affari il FTSE Mib scende dello 0,2% a quota 15300 punti. Da un punto di vista tecnico l’indice dopo aver testato nelle scorse sedute il supporto a 15 mila punti prova a fronteggiare le pressioni ribassiste. Segnali di ripresa arriveranno tuttavia solamente con il superamento della resistenza situata a 15900, oltre alla quale si creerebbero i presupposti per una estensione dell’allungo in direzione di 16350 e 16700 punti. Sul fronte societario bene Enel (Madrid: ENE.MC - notizie) . Forti vendite invece su Mediaset (sospesa anche per eccesso di volatilità) dopo la pubblicazione di una deludente trimestrale (soprattutto le stime sui risultati a fine anno sono state insoddisfacenti). Riteniamo che il continuo calo della raccolta pubblicitaria porterà il gruppo della famiglia Berlusconi a evidenziare risultati negativi anche nei primi due trimestri del prossimo anno. Debole anche il comparto bancario (Banca Mps (Milano: BMPS.MI - notizie) -4%, Unicredit (EUREX: C2RI.EX - notizie) , Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) , Ubi Banca (Berlino: BPD.BE - notizie) e BP Milano evidenziano cali di un punto percentuale circa).

, Valute: euro/dollaro prova a mettere a segno una reazione Il cambio euro/dollaro cerca di evidenziare un rimbalzo dopo le recenti tensioni che lo avevano portato a toccare un minimo a 1,2660 circa. La reazione comincerà a inviare segnali di ripresa solamente al di sopra delle resistenze comprese tra 1,2790 (top del 9 novembre) e 1,28 (bottom del primo ottobre), oltre alle quali si getterebbero le basi per un allungo in direzione di 1,2880, livello strategico in ottica di breve periodo.

Macro: deludono i PIL del 3T in Grecia e Portogallo Sul fronte macro, in Grecia è stato reso noto che il PIL del terzo trimestre è sceso del 7,2% su base annuale (-6,3% nel secondo trimestre). In Portogalllo il PIL ha mostrato una flessione dello 0,8% t/t (consensus -0,6%). Nella Zona Euro la produzione industriale ha registrato un calo del 2,6% (consensus -2%).

Titoli di Stato: bene asta in Italia Sul fronte governativo, in Italia l’Agenzia del Tesoro ha assegnato 3,5 mld di euro in btp con scadenza a 3 anni. Il rendimento è sceso al 2,64% dal 2,86% registrato nell’asta precedente. Riteniamo che il calo del rendimento al livello più basso del 2010 è un ottimo segnale (dopo anche il successo di collocamento dei bot annuali di ieri) che conferma il miglioramento della capacità dello stato italiano di finanziari sui mercati obbligazionari. Ora servirà collocare titoli con scadenza sempre più a lungo termine. Il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 10 anni mostra un aumento a 356 pb dai 362 pb dell’apertura.

Commodity (Euronext: COMIN.NX - notizie) : in lieve rialzo il petrolio Tra le commodity, poco mosso l’oro a 1727 dollari l’oncia. In lieve rialzo il petrolio. Il cfd sul WTI light crude evidenzia una crescita dello 0,40% a 85,76 dollari al barile.

, FILIPPO DIODOVICH Market Strategist Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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