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Buoni spesa: ecco come funzionano

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato sabato 28 marzo che, nel quadro dell’emergenza coronavirus, il governo anticiperà di un mese la consegna dei 4 miliardi e 700 milioni di euro distribuiti annualmente ai Comuni e che a questi sarà aggiunta la somma di 400 milioni di euro da trasformare in “buoni spesa” per le famiglie più in difficoltà a causa della crisi sanitaria.

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La distribuzione dei buoni spesa ai Comuni

Antonio Decaro, alla guida dell’associazione dei Comuni Anci, ha spiegato che questi fondi saranno distribuiti così: saranno suddivisi fra tutti e 8.000 i Comuni presenti sul territorio in base agli abitanti e in base a “un algoritmo” che indicherà “dove c’è più bisogno di questi 400 milioni aggiuntivi. Sarà quindi erogata una somma maggiore a quelle amministrazioni dove c‘è un numero più alto di cittadini in difficoltà”.

Dopodiché ciascun Comune dividerà i buoni spesa come meglio crede, a condizione che si vada da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 per nucleo familiare e che i soldi bastino fino al 15 aprile (giorno in cui comincerà l’erogazione dei 600 euro previsti dal decreto Cura Italia).

“Chi ha i banchi alimentari ancora aperti – spiega Decaro – utilizzerà quelle strutture per la distribuzione del cibo, altrove saranno i servizi sociali a distribuire i buoni per la spesa e se si tratta di anziani che non hanno la possibilità di uscire saranno i volontari ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare la spesa”.

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Come richiedere i buoni spesa

I buoni spesa potranno essere richiesti ad un numero telefonico che entro domenica sarà attivato dai vari Comuni, che pubblicheranno in seguito la lista dei supermercati convenzionati in cui sarà possibile utilizzare i buoni.