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Calabresi, Gemma Capra: abbiamo ripulito la sua memoria dal fango

Image from askanews web site
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Milano, 17 mag. (askanews) - "Sono passati 50 anni un tempo lunghissimo, in cui Luigi Calabresi lo abbiamo sempre portato con noi, perché, come dico io, la memoria ha le gambe, non è statica, deve andare avanti. E' stato impegnativo, perché ci siamo dedicati a rendergli giustizia non solo nelle aule dei tribunali dove abbiamo atteso fiduciosi la verità ma ci siamo dedicati a ripulire la sua memoria dal fango, gettato dalle calunnie e dalle campagne politiche di stampa degli anni Settanta. E' stato un lungo percorso ma oggi finalmente l'immagine di Luigi Calabresi nel Paese corrisponde a quello che lui era veramente, una persona onesta, appassionata, che amava il suo lavoro. Io oggi, arrivata a questo punto della mia vita, provo un senso di serenità e di grande pace, anche grazie a tutti voi". Lo ha detto Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi, nel suo discorso nella questura di Milano durante le commemorazioni per il 50esimo anniversario dell'assassinio di suo marito. Capra (accompagnata dai tre figli) ha preso la parola nel cortile di via Fatebenefratelli davanti alle massime autorità civili e militari locali, al capo della polizia, Lamberto Giannini, e all'arcivescovo Mario Delpini.

"Qualche volta passavo a trovarlo (in Questura a Milano, ndr), mi presentava i colleghi e tutte le persone che incontravamo, ci teneva a farmi conoscere chi lavorava con lui, era la sua seconda casa" ha continuato la vedova in un commosso ricordo, aggiungendo "non mi lasciava mai andare via senza avermi regalato un fiore del negozio qui accanto". "Sono cinquant'anni che passo qui davanti - ha proseguito - a volte in macchina, allora rallento, guardo e saluto il busto, a volte a piedi, allora sbircio la vita che si respira qui, le persone che entrano ed escono, perché io con lui mi sento di appartenere a questo luogo".

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