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Calenda: a Roma posso vincere, non ritiro mia candidatura a sindaco

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 14 apr. (askanews) - "Io ho detto a Letta che sono disponibile in ogni momento a decidere insieme squadra, deleghe e programma, ma ciò a partire dalla mia candidatura che dopo mesi è l'unica in campo". Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, parlando a 'La Stampa', della propria candidatura a sindaco di Roma. "Non si butta a mare un lavoro sul programma fatto da circa 200 persone, una campagna d'ascolto con 500 associazioni fatta in tutti i municipi. Ho detto a Enrico: c'è un tema che riguarda la classe dirigente locale. Facciamo insieme un'operazione di rinnovamento. Ma con le primarie, ove mai si facessero, il rischio di una spartizione tra correnti e il trionfo delle truppe cammellate sarebbe elevatissimo", spiega.

"L'unica cosa che temo di perdere è il tempo e l'attenzione dei cittadini. Non possiamo stare tre mesi ad attaccarci tra noi invece di parlare agli elettori. Come faccio a restare fermo fino a giugno? Finora, gli unici in campo siamo io e la Raggi. Il mio obiettivo è arrivare al secondo turno: perché lì, come dicono i sondaggi, batterei la Raggi di 20 punti. E lo farò con una proposta civica che si rivolge ai cittadini a prescindere dall'orientamento politico. Del resto anche la destra non riesce a trovare candidati", sottolinea l'ex ministro dello Sviluppo economico.