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In calo in attesa meeting Bce domani, giù banche, bene automotive

Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Piazza Affari prosegue in calo, a ridosso dei minimi di seduta in un mercato che, tra timori su crescita e stagflazione, rimane in attesa dell'appuntamento chiave di domani della Bce.

Francoforte disegnerà il nuovo assetto di politica monetaria improntato alla progressiva restrizione, mentre venerdì ci sarà il nuovo dato sull'inflazione Usa che offrirà nuovi segnali sul percorso di stretta della Fed.

In questo clima di attesa gli investitori non prendono grosse posizioni e si limitano a qualche piccolo aggiustamento di portafoglio anche alla luce di alcuni aggiornamenti delle valutazioni degli analisti.

La seduta, sul fronte europeo, è stata inoltre condizionata dal profit warning di Credit Suisse che ha appesantito il settore bancario che ha un peso rilevante sull'indice di riferimento della piazza milanese.

L'avvio negativo di Wall Street aggiunge ulteriore pressione all'azionario continentale, Milano compresa.

Intorno alle 16,30 l'indice FTSE Mib perde lo 0,8%. Volumi contenuti, pari a poco oltre un miliardi di euro in controvalore.

Tra i titoli in evidenza:

In un contesto bancario generalmente debole, si distingue in positivo BPER, in rialzo del 3% in vista del nuovo piano industriale, venerdì, che includerà i benefici della recente acquisizione di Carige e che potrebbe avere delle sorprese positive in termini di politica di remunerazione degli azionisti.

Nel resto del settore Banco Bpm cede l'1,3%, mentre gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno limato il giudizio a ADD da BUY con un nuovo target price di 3,6 euro da 3,7 euro precedenti, pur sottolineando come la banca sia ben posizionata per beneficiare dello scenario di rialzo dei tassi. Tra le big UniCredit perde l'1,7%, Intea Sanpaolo lo 0,8%.

Fanno peggio il resto dei finanziari con Finecobank, Banca Generali e Mediolanum, i cui target price sono stati leggermente ridotti da Ubs, in ribasso tra il 2% e il 2,6%. Anche Intesa Sanpaolo ha ridotto il prezzo obiettivo di Mediolanum (a 8,6 da 9,7 euro), pur mantenendo una visione positiva sul titolo.

Perdono terreno energetici, con Enel a -3% e lusso, con Moncler a -2,6%.

Spunti positivi nell'automotive nel giorno in cui, ricorda Equita, il Parlamento Ue sarà chiamato a votare sullo stop alle vendite di vetture a benzina e diesel dal 2035, proposto dalla Commissione europea nel pacchetto di riforme climatiche Fit for 55. Stellantis guadagna lo 0,6% e Ferrari oltre il 2%.

Tra gli industriali Leonardo, sopra la parità, consolida gli ultimi guadagni, con Intesa Sanpaolo che conferma il giudizio positivo sul titolo migliorando il target price (a 12,2 da 11,1 euro) alla luce del nuovo ciclo positivo, e in fase di consolidamento, che sta attraversando il settore della difesa.

Tra i pochi positivi del FTSE Mib anche PRYSMIAN, che sale dello 0,5% beneficiando della revisione al rialzo delle previsioni - e quindi del target price - da parte di Goldman Sachs in scia ai recenti conti del primo trimestre e al ruolo sempre più rilevante che il gruppo può rivestire nella transizione energetica.

Fuori dal listino principale Ray Way avanza dell'1,3% dopo che le indiscrezioni sulla scelta dell'adviser, da parte dell'azionista di controllo Rai, per una possibile operazione di consolidamento, ha aumentato la visibilità su un potenziale deal con Ei Towers.

All'indomani di una seduta pesante le azioni B di Mediaforeurope guadagnano il 2,7% dopo l'upgrade di JPMorgan a "overweight" da "neutral" citando i benefici per il possibile merger con Mediaset Espana. Le azioni A salgono del 4,7%

Mondadori +2,4 in un mercato che rivaluta il titolo alla luce dei multipli dell'operazione di acquisizione di Pearson Italia, attiva nell'editoria scolastica, da parte del gruppo finlandese Sanoma.

(Andrea Mandalà, editing Francesca Piscioneri, Stefano Bernabei)

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