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Calo di contagi e pressione ospedaliero: gli esperti sono ottimisti

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Calo di contagi e pressione ospedaliero: gli esperti sono ottimisti
Calo di contagi e pressione ospedaliero: gli esperti sono ottimisti

Il monitoraggio settimanale di venerdì 14 maggio conferma la decrescita della curva dei contagi, con il conseguente calo dell’incidenza e della pressione ospedaliera. La campagna vaccinale, che dovrà comunque essere accelerata, inizia quindi a mostrare i suoi effetti. Questo è quanto spiegato da Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità.

Contagi e pressione ospedaliera in calo, situazione epidemiologica in netto miglioramento

Durante la conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio settimanale effettuato dalla cabina di regia, Silvio Brusaferro ha illustrato la situazione epidemiologica italiana, in netto miglioramento rispetto alla settimane precedenti. Brusaferro ha sottolineato che anche a livello europeo “vediamo una mappa che si schiarisce sempre di più. Si tratta di un segnale positivo che viene confermato dall’andamento delle curve che sono o stabili o in lenta ma continua decrescita come in Italia”. Il miglioramento della situazione epidemiologica italiana potrebbe portare a una accelerazione per le riaperture.

Contagi e pressione ospedaliera in calo, 103 casi per 100mila abitanti

Il monitoraggio settimanale del 14 maggio ha mostrato un’incidenza di 103 casi per 100mila abitanti nei sette giorni precedenti. Tre regioni hanno addirittura registrano meno di 50 casi per 100mila abitanti, soglia per il passaggio alla zona bianca. Anche l’Rt si è rivelato in leggero calo rispetto alla settimana precedente, 0,86 rispetto a 0,89.

Buone notizie arrivano inoltre dalla pressione ospedaliera. “C’è una decrescita sia per i ricoveri in area medica, passiamo al 24% di occupazione dei posti letto rispetto al 29% della settimana scorsa, sia per le terapie intensive, dove si passa dal 27% al 23% di saturazione nel giro di sette giorni. Indicatore importante: solo tre regioni superano la soglia critica del 30%”, ha spiegato Silvio Brusaferro, che ha poi evidenziato come si inizino a vedere i risultati della campagna vaccinale.

L’impatto dei vaccini, ha illustrato il presidente dell’Iss, si vede innanzitutto dalla diminuzione dell’età mediana dei contagi: “Ogni settimana scendiamo di un anno e ora siamo a 40 anni, stessa cosa avviene per il primo ricovero, dove si passa dai 65 anni della scorsa settimana ai 64 di questa”. Brusaferro ha dichiarato che il trend di crescita dei contagi è in diminuzione anche nella fascia fino ai 9 anni, “ma soprattutto per gli over 80 la decrescita è significativamente più veloce rispetto alle altre fasce d’età. Si vede dai dati che all’aumentare della copertura vaccinale decresce in maniera significativa il numero di casi sintomatici”.

Contagi e pressione ospedaliera in calo, ma l’attenzione deve rimanere alta

Silvio Brusaferro ha però aggiunto che l’attenzione deve rimanere alta, soprattutto per la circolazione delle varianti del virus, che richiedono un monitoraggio costante: “Ridurre il numero di nuovi casi è estremamente importante, per cui oltre ad incrementare il numero di vaccinati è fondamentale mantenere le misure di mitigazione per accompagnare questa fase di transizione nel miglior modo possibile”.

Ottimista è anche Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, che ha dichiarato: “I dati sono confortanti, sono ottimista, la situazione epidemiologica migliora. Dobbiamo cogliere il momento per accelerare la campagna di vaccinazione e arrivare a vaccinare quanto prima le fasce d’età più giovani per raggiungere l’effetto di proteggere dalla malattia grave e al contempo di rallentare ulteriormente la velocità di circolazione virale”.

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