Italia Markets closed

Calzedonia, Cremonini, De Cecco, Geox: i 7 gruppi italiani che fanno ancora affari in Russia

·2 minuto per la lettura
Calzedonia, Cremonini, De Cecco, Geox: i 7 gruppi italiani che fanno ancora affari in Russia (REUTERS/Leonhard Foeger)
Calzedonia, Cremonini, De Cecco, Geox: i 7 gruppi italiani che fanno ancora affari in Russia (REUTERS/Leonhard Foeger)

Buzzi Unicem, Calzedonia, Cremonini, De Cecco, Geox, Menarini, Unicredit. Sono i sette gruppi italiani che, stando alla ricognizione su oltre 1.000 aziende mondiali condotta dalla Yale School of management, continuano a fare affari in Russia.

Quelle che, invece, hanno "preso tempo", sospendendo i nuovi investimenti nel Paese di Putin, sono Barilla, Campari, De Longhi, Intesa Sanpaolo, Maire Tecnimont e Saipem.

Enel, Ferrero, Iveco e Pirelli restano nel limbo: hanno ridimensionato alcune operazioni mentre altre proseguono. Ferrari, Leonardo, Moncler, Prada e Zegna fanno parte dell’ampio gruppo (364 aziende in tutto) che ha ridotto temporaneamente l’impegno in Russia, lasciando però aperta la possibilità di un ritorno.

Infine Generali, Eni, Ferragamo e Yoox vengono indicati tra i 295 gruppi che hanno rotto i rapporti con Mosca (anche se Eni continua a comprare il gas).

GUARDA ANCHE - Putin, l'agente segreto che è diventato presidente della Russia

Nel complesso, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina "oltre 750 gruppi su 1.000 hanno annunciato che stanno volontariamente limitando le attività in Russia oltre il minimo legalmente richiesto dalle sanzioni internazionali, ma alcuni hanno continuato a operare imperterriti", scrivono Jeffrey Sonnenfeld e il suo team di esperti, ricercatori e studenti dell’Istituto per la leadership dei ceo di Yale.

E gli altri Paesi occidentali? Come si stanno comportando? Tra le aziende tedesche, la maggior parte ha sospeso le attività o si è ritirata dalla Russia (ne sono rimaste solo sette, tra cui la catena di ipermercati Metro). Venti invece le aziende francesi che fanno affari con Mosca, esattamente come prima della guerra: ci sono Auchan e Bonduelle, Edf e La Redoute, Lacoste, Lactalis, Leroy Merlin e Veolia.

GUARDA ANCHE - Shrinkflation, come le aziende alimentari mascherano l'aumento dei prezzi

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli