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Calzedonia si riconverte alla produzione di mascherine e camici

Daniela La Cava

Anche il Gruppo Calzedonia ha risposto all’appello delle istituzioni con un gesto concreto e immediato, mettendo a disposizione impianti e risorse dell’azienda: a partire da lunedì 23 marzo ha riconvertito alcuni dei propri stabilimenti alla produzione di mascherine e camici. Lo rende noto l'azienda veneta indicando che gli stabilimenti riconvertiti saranno quelli di Avio della provincia di Trento e Gissi in provincia di Chieti, per quanto riguarda il territorio italiano, e gli stabilimenti croati di proprietà del gruppo veronese.

La conversione, spiega la società, è stata possibile sia grazie all’acquisto di macchinari speciali per la creazione di una linea semi-automatica, sia formando le cucitrici al nuovo tipo di produzione. Questo nuovo assetto permetterà la produzione di 10.000 mascherine al giorno nella fase iniziale, ma si prevede un incremento delle unità prodotte nelle prossime settimane. La consegna delle mascherine è iniziata lunedì 23 marzo con le prime donate all'ospedale e al comune di Verona.

"Un’operazione fortemente voluta dal presidente Sandro Veronesi che fin dall’inizio ha dimostrato la sensibilità del Gruppo nei confronti dei propri dipendenti, clienti e dell’emergenza sanitaria in corso, chiudendo dapprima tutti i punti vendita delle zone cosiddette rosse e successivamente quelli di tutta Italia, anticipando i relativi decreti del Governo", conclude la nota.