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Calzolari, 'In Granarolo limitati danni Covid, ora pronti ad acquisizioni'

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

"Con le chiusure imposte dal Covid abbiamo perso una fetta di mercato, quella della ristorazione e dei consumi fuori casa, che per noi valeva circa il 30% del fatturato italiano, poco meno di 300 milioni, mentre al tempo stesso la Gdo ci ha chiesto prodotti a vita più lunga. Riconvertire le produzioni non è stato un processo banale, ma grazie alla disponibilità di tutti abbiamo potuto contenere il calo del fatturato, e riducendo i costi siamo stati più efficaci" con un fatturato consolidato 2020 a 1,28 miliardi di euro (-3% annuo) e un utile netto a 15,8 milioni. Lo sottolinea all'Adnkronos Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo e della holding controllante Granlatte, spiegando come, superato il difficile 2020 ("ma il 2021 è partito anche peggio" spiega) il maggior gruppo agro-alimentare del paese a capitale italiano sia pronto alla ripartenza "riconvertendosi ancora, ma facendo tesoro di quanto abbiamo imparato con la crisi".

"Abbiamo una posizione finanziaria 'leggera' che è frutto di una gestione prudente" frutto del modello cooperativo: "Questo è un principio sano che magari ci ha precluso operazioni ardite, ma ci permette di offrire una remunerazione adeguata ai nostri soci". E nel dopo pandemia, aggiunge Calzolari, in Granarolo "stiamo valutando la possibilità di acquisizioni sul mercato nazionale e internazionale: abbiamo individuato aree di intervento, cerchiamo imprese sane, con una struttura patrimoniale adeguata, che ci aiutino a utilizzare meglio il nostro prodotto".

"Vogliamo ragionare sulle specialità territoriali, anche con aziende minori ma con prodotti caratterizzati e di eccellenza, senza parlare di nicchia, però, noi - spiega il presidente di Granarolo - guardiamo a prodotti consolidati".

Fra le aree di possibili interventi, ricorda, "la Pianura Padana offre formaggi duri che sono interessanti anche per lo sbocco all'estero che oggi pesa più del 30% del nostro fatturato, ma anche nel Mezzogiorno ci sono alcune aziende familiari, ben consolidate, anche se purtroppo molte sono sottodimensionate". Il loro valore è rappresentato da prodotti "come le burrate pugliesi, che hanno avuto una crescita importante: chi ha seminato e investito in questa area potrà avere soddisfazioni, chi è rimasto 'locale' invece sta soffrendo tantissimo".

"Pochi anni fa - ricorda Calzolari- abbiamo festeggiato il primo miliardo di fatturato, idealmente tendiamo al secondo miliardo nel giro di qualche anno: sembra velleitario ma è un risultato alla nostra portata".