Camera, i fondi pubblici diminuiscono nel 2013

In arrivo qualche sacrificio anche per 'la casta'

"Strano ma vero, dopo un trend cinquantennale di dotazioni in crescita perenne, nel 2013 i fondi che il Tesoro trasferirà alla Camera scenderanno di quasi 50 milioni di euro, ammontando, per i prossimi 3 anni, a 943 milioni, a causa della riduzione dei fondi chiesti allo Stato voluto dall’ufficio di presidenza di Montecitorio.

Una buona novella che giunge in concomitanza all’approvazione, alla Camera, del progetto di bilancio per il 2012, dov’è previsto 1 miliardo e 87 milioni, 21 milioni in meno dello scorso anno, con una diminuzione dell'1,85% rispetto all'anno precedente. Un bilancio che copre spese per deputati, dipendenti e acquisto di beni e servizi. Calcolando anche le restituzioni al bilancio dello Stato per 28 milioni di euro, il dato si attesta a -2,47%. E nel 2013? La spesa prevista per il bilancio di competenza si ferma a quota 1 miliardo e 62 milioni, il 2,32% in meno rispetto al 2012. Nel 2014, la risalita, con una previsione da 1 miliardo e 67 milioni (+0,5%). In concomitanza con l’approvazione del bilancio, inoltre, sono stati sessanta gli ordini del giorno presentati dai deputati per suggerire tagli e ottimizzazione delle spese.
Ma cosa hanno proposto i nostri eletti, nel momento più duro della polemica anticasta? C’è chi, come Amedeo Laboccetta, del Pdl, ha chiesto lo scioglimento della Fondazione della Camera dei deputati; e ha ottenuto l’approvazione della stessa entro la fine della legislatura. Una decisione presa dall’ufficio di presidenza su invito dello stesso Fini, che di fatto rinuncia alla carica di presidente della Fondazione che gli sarebbe spettata nella prossima legislatura. Renzo Lusetti, Udc, crede nei contratti di stage gratuiti per risparmiare sulle spese al personale. Notevoli, per buon senso, anche le richieste di taglio alle spese per l’aerea pc, che prevede costi da circa 4 milioni di euro l’anno per la manutenzione, 3 milioni per l’assistenza e 5 milioni per la «gestione operativa dei centri informatici».
Interessanti anche le proposte dei radicali che suggeriscono il taglio dei costi per i presidi sanitari, e l’estensione dell’anagrafe tributaria, per tutti i parlamentari, chiedendo anche di indire un bando di gara per i servizi bancari all’interno del Palazzo. Le richieste moralizzanti di taglio toccano insomma quasi tutti i campi di accusa dello spreco, e si estende dalla richiesta di presentare leggi ed emendamenti in formato elettronico per risparmiare sulla carta, al desiderio di tagliare i benefici per i deputati che, in qualsiasi legislatura, abbiano coperto ruoli come presidente e Vicepresidente della Camera.

Insomma, una vera rivoluzione, che necessiterebbe di un codice etico e deontologico, come quello richiesto da Paola Binetti. Respinta, perché dichiarata inammissibile, invece, la proposta di taglio dei vitalizi, di riduzione della diaria, perché l’assegno è previsto dalla legge e non può essere modificato con un odg. Rigettata, non senza polemiche, la proposta Idv di eliminare i vitalizi per gli ex deputati, a causa di un «possibile contrasto con i principi generali posti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale». La buona volontà non manca ma gli ordini del giorno depositati - molti sono stati accolti dall’Ufficio di Presidenza – non hanno carattere vincolante né formale, ma piuttosto sono considerati inviti a valutare. Suggerimenti che incarnano i desiderata del Paese. Ma senza certezza di attuazione.