Camera con vista: il tempo ciclico non invecchia

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All’inizio, si disse, fu il Big Bang: “Secondo il modello del Big Bang, l'Universo si espanse da uno stato iniziale estremamente denso e caldo e continua ad espandersi ancor oggi. Una comune analogia spiega che lo spazio stesso si sta espandendo, portando le galassie con sé, come l'uvetta in un panettone che lievita.” (Wikipedia) Poi, però, qualcuno prese a parlare anche di un possibile Big Crunch: “In cosmologia, il Big Crunch è un'ipotesi sul destino dell'Universo: sostiene che l'Universo smetterà di espandersi ed inizierà a collassare su se stesso (è esattamente simmetrico al Big Bang). Tale ipotesi sostiene che se la forza di gravità di tutta la materia ed energia nell'orizzonte osservabile è abbastanza grande, allora essa può fermare l'espansione dell'Universo ed in seguito invertirla.” (Wikipedia) E da qualche anno s’è andati persino oltre, sostenendo il Big Bounce: “Big Bounce, letteralmente "Grande Rimbalzo" o Universo Oscillante, è una teoria cosmologica elaborata dal fisico Martin Bojowald, esperto di gravità quantistica, e dal suo team della Pennsylvania State University, e pubblicata nel luglio 2007 su Nature Phisics online. La teoria si occupa dell'origine dell'Universo visibile e di cosa ci fosse "prima" dell'Universo. Per superare i limiti della teoria classica del Big Bang diversi scienziati hanno ipotizzato che l'Universo abbia un movimento ciclico ed eterno (Universo oscillante o pulsante), ossia una sequenza infinita di Big Bang e successivi Big Crunch (Grande Collasso). La ciclicità dell'Universo dipende, evidentemente, dalla quantità di materia-energia esistente (densità critica, solitamente denominata ?), quindi anche dalla materia oscura e dalla energia oscura. Su questo filone cosmologico si innesta la teoria del Big Bounce, che concettualmente prende il posto del Big Bang e del Big Crunch, fondendoli in una nuova formulazione scientifica” (Wikipedia) , Secondo quest’ultima teoria, pertanto, il nostro Universo non sarebbe nato dal Big Bang, ma dal rimbalzo (“bounce”) dovuto al collasso di un universo precedente. Questo rimbalzo sarebbe ciclico e si riproporrebbe all’infinito, tanto che il Big Bang non sarebbe più l’origine del nostro spazio e del nostro tempo, bensì un semplice momento di transizione tra un rimbalzo e l’altro, tra un universo ed un altro. L’Universo, perciò, sarebbe una specie d’immensa molla che si contrae e s’espande infinite volte, rimbalzando ogni volta che collassa su se stessa per poi dar luogo ad una nuova espansione.

Sarà poi vero?… E chi può saperlo: la Scienza s’avvantaggia di continuo dalle proprie innumerevoli smentite ed anche l’ipotesi del Big Bounce, come le precedenti, potrebbe esser superata da ipotesi successive (tutte indimostrabili, d’altronde, come… il Big Bounce).

Certo che fa un po’ specie veder che, oggi, la scienza discute quel che, già 2500 anni fa, ipotizzava (a modo suo, ovviamente…) Empedocle, un mito nel V sec a.C. (si narra che morì all’età di 109 anni!). Era nato in quel d’Agrigento (“nella Valle dei Templi”) da famiglia nobile, cosa che indubbiamente gli consentiva di coltivare i suoi numerosi interessi senza particolari difficoltà. Empedocle, infatti, fu filosofo, scienziato, medico, mago, politico, poeta: davvero un Grande per i suoi contemporanei. Un filosofo, anzitutto, che si propose di conciliare l’Eternità dell’Essere con il nascere ed il morire delle cose, distinguendo “la realtà che a noi appare” da quegli elementi primi, o “radici”, che a tale realtà sottendono: “Dalla composizione di quelle radici nascono le cose, dalla loro separazione, invece, ha origine la morte”. Nascita e morte sono dunque solo apparenti perchè nulla si crea né si distrugge. L’Essere, infatti, è eterno e si trasforma grazie all’aggregazione e alla disgregazione degli elementi primi dovuta a due forze cosmiche e divine, Amore e Discordia, secondo un processo ciclico eterno: , “In una prima fase, tutti gli elementi nonché le due forze cosmiche sono riunite in un Tutto Omogeneo detto “Sphero”: il regno dove predomina l'Amore. Ad un certo punto, sotto l'azione della Discordia, inizia una progressiva separazione delle radici. L'azione della Discordia non è ancora distruttiva, dal momento che le si oppone la forza dell'Amore, in un equilibrio variabile che determina la nascita e la morte delle cose, e con esse quindi il nostro mondo. Quando poi la Discordia prende il sopravvento sull'Amore, e ne annulla l'influenza, si giunge al Caos, dove regna la Discordia e dove è la dissoluzione di tutta la materia. Giunto a tal punto, il ciclo continua grazie ad un nuovo intervento dell'Amore che riporta il mondo alla condizione intermedia in cui le due forze cosmiche si trovano in un nuovo equilibrio che dà nuovamente vita al mondo. Infine, quando l'Amore si impone ancora totalmente sulla Discordia si ritorna alla condizione iniziale dello Sphero da dove il ciclo ricomincia.” L’immagine del “Ciclo Cosmico secondo Empedocle” propostavi in pagina precedente, con tutta evidenza, non può appartener ad Empedocle, anche solo perché quest’ultimo non avrebbe mai usato la parola “odio”… Tra l’altro, seppur utilizzata da insigni filosofi italiani nei propri libri, la stessa tradisce un errore di fondo da addebitarsi all’epoca in cui è stata tracciata, un’epoca in cui del “tempo” s’ha una concezione ben diversa da quel che s’aveva nella Grecia d’allora (cosa che capirete ancor meglio in futuro). E’ vero, però, che proprio tal immagine chiarisce molto bene una delle tesi di Empedocle che, altrimenti, rischierebbe di perdersi per strada: , * quando c’è un dominio assoluto da parte di Amore (Armonia) o di Odio (Caos) “non c’è vita”, quand’invece Amore ed Odio entrano in un conflitto equilibrato “c’è vita”.

Confrontate, ora, tale affermazione con il trittico “Millennium” di Bosch (presente in copertina): laddove c’è sol Amore, come ne “Il Paradiso in Terra” (pannello di sinistra), l’immagine appare troppo statica, laddove invece c’è solo Odio, come ne “L’Inferno dei Musici” (pannello di destra), l’immagine appare troppo mossa. Tanto in un caso, come nell’altro, “non c’è alcuna possibilità di vita per l’uomo”. Così, per cercar quest’ultima, bisogna guardare a “Il Giardino delle Delizie” (pannello centrale)! Questo genere d’immagini, quasi incredibilmente, sono le stesse che noi s’era usato per render manifesta la presenza (facendo un po’ il verso a Nietzsche…) di uno Spirito Apollineo e di uno Dionisiaco sui mercati finanziari. Nel caso, al fine di render almeno accettabile la nostra tesi, citavamo due esempi che rappresentavano, a propria volta, due condizioni limite dei mercati: perché, se è vero che non esistono mai mercati del tutto apollinei o del tutto dionisiaci, è anche vero però che esiste * un mercato “quasi del tutto apollineo” (“tanta forma e ben poca energia”), come quello della Liquidità… * …ed un mercato “quasi del tutto dionisiaco” (“tanta energia e ben poca forma”), come quello della Volatilità.

Ed ecco quel che noi s’affermava a tal proposito: “Quel che è accaduto alla volatilità dal 2008 mostra chiaramente che, se i mercati fossero del tutto in balia di Dioniso, noi non potremmo assistere ad altro che un continuo susseguirsi (compulsivo) di cicli "vita-morte-vita-morte...": un'energia vitale, priva di forma, che non potrebbe dar luogo ad altro che KAOS. E quel che s'è appena detto, in fondo, vale anche per noi che sui mercati, in un qualche modo, "viviamo" o "sopravviviamo": in un mercato del tutto dionisiaco saremmo destinati a "soccombere alle emozioni", in un mercato del tutto apollineo, invece, non potremmo che "morir di noia"! , Empedocle parlava di Concordia e Discordia (ma sarebbe più corretto usar i termini Philie e Neikos), Nietzsche di Spirito Apollineo e Dionisiaco, ma nulla avrebbe potuto impedirci di parlar, nel caso, anche di Yin (“il lato oscuro della collina”) e Yang (“il lato chiaro della collina”), due principi propri della cultura cinese: il tutto, in fondo, per indicare, in modo più che altro “convenzionale”, quel che la scienza non sarebbe mai in grado di spiegare e noi sempre in grado, comunque, di comprendere… “Lo yin (scuro) e lo yang (chiaro) sono detti anche "i due pesci Yin e Yang", perché sono due metà uguali con la maggior concentrazione al centro e sul rispettivo lato: quando lo yang raggiunge il suo massimo apice comincia inevitabilmente lo yin. Un chiaro esempio è il giorno e la notte: quando il buio più totale è arrivato, lo yin inizia la sua discesa e lo yang comincia la sua ascesa. Lo yin e lo yang sono dunque opposti: qualunque cosa, infatti, ha un suo opposto, non assoluto, ma in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang giacché contiene il seme per il proprio opposto.” (Wikipedia) Sulla base di quant’appena affermato a proposito di Empedocle, nonché della Filosofia Cinese, a differenza di quel che noi si paventava una settimana fa, parrebbe quindi non esserci alcun “alto” o “basso” nello svolgersi di un ciclo. Tuttavia, se prendiamo l’immagine più classica del “Taijitu” (simbolo dell’unione dei due principi Yin e Yang in opposizione) è del tutto evidente che un alto ed un basso in realtà ci sono, seppur mai esplicitati: chi mai, infatti, o Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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