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Cancro seno triplo negativo, dieta mima-digiuno potenzia immunoterapia

(Adnkronos) - La dieta mima-digiuno (Dmd) potrebbe potenziare l'efficacia dell'immunoterapia contro il cancro al seno triplo negativo, la forma più difficile da curare, così chiamata per l'assenza di tutti e tre i marcatori specifici che possono distinguere le cellule tumorali da quelle sane, permettendo di offrire trattamenti mirati alle cellule malate con meno effetti collaterali. A suggerire l'approccio è uno studio condotto dal gruppo di Valter Longo all'Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano, che ha valutato l'efficacia dell'abbinamento Dmd-immunoterapia su modelli tumorali di topo. Il lavoro, pubblicato su 'Cell Reports', è stato finanziato da Fondazione Airc e si è avvalso della collaborazione di altri centri milanesi (Ieo, Int e San Raffaele) e dell'Università di Palermo.

L'efficacia della dieta mima-digiuno ideata da Longo è stata già dimostrata in abbinamento alla chemioterapia in precedenti studi condotti dal gruppo di ricerca, ricordano dall'Ifom in una nota. L'obiettivo in questo caso era riattivare la risposta immunitaria antitumorale, limitando e prevenendo effetti collaterali come l'infiammazione sistemica. I risultati hanno mostrato che i cambiamenti metabolici, cellulari ed extracellulari indotti dalla Dmd rimodellano il microambiente tumorale rendendolo meno immunosoppressivo e promuovendo così la riattivazione del sistema immunitario mediata dagli immunoterapici.

"Gli esperimenti sono stati condotti in animali di laboratorio in cui sono stati impiantati due tipi di cellule in coltura di tumore alla mammella triplo negativo resistenti all'immunoterapia", riferisce Longo. I dati raccolti indicano che la Dmd aumenta l'efficacia della risposta antitumorale anche in tumori resistenti, favorendo l'espansione di una sottopopolazione di cellule T del sistema immunitario, riprogrammate e riattivate dall'immunoterapia. Per poterla identificare gli scienziati hanno utilizzato una tecnica chiamata 'single Cell Rnaseq', che ha consentito di distinguere le varie sottopopolazioni del sistema immunitario in base ai profili di trascrizione dell'Rna rilevati dalle analisi bioinformatiche eseguite all'Istituto europeo di oncologia. L'aumento della sottopopolazione 'proliferata' dopo Dmd è stata confermata analizzando in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori i profili delle cellule immunitarie con la tecnica della citofluorimetria.

Benché la dieta mima-digiuno sia in grado di sensibilizzare all'immunoterapia entrambi i tipi di cellule tumorali impiantati negli animali di laboratorio - prosegue la nota - la risposta immunitaria anticancro è risultata essere mediata da meccanismi diversi nei due casi: in uno attraverso l'attivazione delle cellule T citotossiche, cioè le cellule predisposte a riconoscere e attaccare le cellule tumorali; nell'altro caso si sono invece ridotti i livelli delle cellule T regolatrici immunosoppressive, ossia cellule che inibiscono l'attività delle cellule T citotossiche e creano un ambiente immunosoppressivo. "Pertanto la Dmd - osserva Salvatore Cortellino, primo autore dell'articolo - sembra esercitare un'azione diversa sui diversi tipi di cellule tumorali valutate, verosimilmente in base al proprio profilo genetico e metabolico. La conseguente risposta immunitaria antitumorale sembra perciò dipendere dalle interazioni, con il tumore, delle cellule e molecole di difesa coinvolte, e inoltre dalle condizioni del microambiente tumorale".

Per ora i risultati dello studio hanno provato l'efficacia dell'abbinamento della dieta mima-digiuno con l'immunoterapia nei topi, ma il prossimo passo saranno i test sull'uomo. "Il risultato è promettente", rimarca Longo. Insieme a ricerche condotte all'Int, che hanno evidenziato "forti cambiamenti del sistema immunitario in pazienti oncologici trattati con la Dmd", secondo l'esperto "tutto ciò potrebbe rivelarsi di grande importanza. Se validata clinicamente in studi clinici con ampie casistiche, la strategia individuata potrebbe essere utilizzabile contro molti tipi di tumore e potrebbe portare un notevole beneficio alla terapia di molti pazienti oncologici, soprattutto quelli più anziani e quelli sottoposti a molteplici farmaci che attivano il sistema immunitario e che causano forti effetti collaterali".