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I candidati di Renzi per il Quirinale al momento sono due: Draghi e Casini

·2 minuto per la lettura

AGI - Italia Viva non voterà la presidente del Senato Elisabetta Casellati al Quirinale. Lo chiarisce Matteo Renzi smentendo i rumors secondo cui Iv sarebbe pronta ad appoggiare l'esponente di FI in cambio della presidenza di palazzo Madama lasciata eventualmente libera dalla stessa Casellati.

"È un'ipotesi che non esiste", spiega Renzi, secondo cui se il centrodestra avanzasse con un blitz la candidatura della presidente del Senato, il centrosinistra farebbe la stessa mossa mettendo sul tavolo un suo nome. "Ma non si può eleggere un Presidente della Repubblica a gomitate", aggiunge.

"Se avessero deciso di fare un conclave io sarei andato l'ho detto a Letta e Salvini, ma la domanda vera è per fare cosa - dice l'ex premier - stiamo dando vita a uno spettacolo inspiegabile".

Renzi smentisce quindi le voci su un presunto patto di scambio tra l'appoggio a Casellati e la presidenza del Senato: "Penso di essere l'uomo politico più antipatico d'Italia, ma anche chi mi odia sa che non faccio mai una battaglia per avere dei posti. Non sono uno che per fare il presidente del Senato dà i propri voti sulla base di uno scambio. Io queste cose non le faccio, piuttosto faccio una battaglia a viso aperto e mi sfracello, ma questa ipotesi non esiste".

Lo 'schema Renzi' prevede ancora in corsa Mario Draghi e Pier Ferdinando Casini. Al disegno "di Salvini e Meloni che punta a ricostituire la maggioranza giallo-verde" con la candidatura di Casellati, "la sinistra non replicherebbe con una scheda bianca, ma farebbe un contro blitz, e questo potrebbe portare ad avere due candidati in campo: un nome giallorosso e uno gialloverde. Questa cosa l'ho detta a Letta ieri e questo dovrebbe portare tutti a fare una riflessione. Io faccio un appello ora è il momento di farla finita con le schede bianche - continua il leader di IV - questo è il momento dei nervi saldi e suggerisco di chiudere tra giovedì e venerdi senza gomitate. Contendersi i resti dei Cinque stelle non ha senso - conclude - troviamo un nome, a me va benissimo il nome di Mario Draghi, mi va benissimo il nome di Casini, quale che sia il nome serve un accordo. Se la maggioranza si convince su Draghi il governo si fa in un minuto e mezzo", conclude.

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