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Candriam: ecco i motivi che stanno spingendo l'inflazione al rialzo

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Candriam: ecco i motivi che stanno spingendo l'inflazione al rialzo
Candriam: ecco i motivi che stanno spingendo l'inflazione al rialzo

La solida ripresa e le politiche accomodanti hanno riportato in primo piano il ritorno dell’inflazione con tassi più alti, ma l'azionario, secondo Candriam, resta l'asset class da privilegiare

Numerosi fattori puntano a tensioni inflazionistiche, dall’aumento dei prezzi delle materie prime, all’incremento dei costi di spedizione, ai rallentamenti in alcuni settori come i semiconduttori, all’esaurimento delle scorte, fino all’aumento dei prezzi nei servizi dovuto alle riaperture. Ad aprile i prezzi alla produzione e al consumo hanno subito una forte accelerazione in molti Paesi, mentre gli indici PMI evidenziano in generale un aumento dei prezzi dei fattori di produzione, che allungano i tempi delle forniture, indicando il probabile perdurare delle pressioni per qualche tempo.

UNA FASE TEMPORANEA

Ma Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy, e Florence Pisani, Global Head of Economic Research, di Candriam, ritengono che questa fase potrebbe essere ragionevolmente considerata temporanea, ad esempio un paio di mesi, poiché le forniture si adegueranno alle riaperture e le scorte saranno ricostituite, anche se potrebbe richiedere un po’ più tempo del previsto. Secondo le due esperte di Candriam inoltre le banche centrali probabilmente aspetteranno prima di ritirare le misure di sostegno, monitorando l’aumento transitorio dei prezzi, mentre l'attività economica acquisisce slancio.

PIENA OCCUPAZIONE ANCORA LONTANA

Inoltre, la maggior parte delle economie è ben lontana dalla piena occupazione, ad aprile circa 10 milioni di posti di lavoro mancavano ancora all’appello negli Stati Uniti, mentre l’Eurozona è ancora più lontana dal tasso di occupazione pre-crisi. Per questo le esperte di Candriam restano convinte che le banche centrali eviteranno una stretta prematura, ma ritengono anche comprensibile il nervosismo dei mercati e prevedono che i timori sull’inflazione probabilmente ci accompagneranno per qualche tempo, soprattutto perché alcune banche centrali come la Fed potrebbero ritenere vantaggiosa un’inflazione un po’ più alta rispetto a prima della pandemia.

SBAGLIATO SCOMMETTERE SU INFLAZIONE DURATURA

Per le esperte di Candriam, chi scommette su un aumento duraturo dell’inflazione probabilmente rimarrà deluso, e se l’economia dovesse surriscaldarsi, le banche centrali hanno a disposizione diversi strumenti per calmare le tensioni. Date le aspettative di inflazione moderata e tassi d’interesse reali più elevati ma comunque bassi, Candriam resta complessivamente sovrappesata sulle azioni, che diversamente dalle obbligazioni tendono a registrare performance migliori in uno scenario moderatamente inflazionistico. Inoltre, alcune aziende riescono a trasferire l’aumento dei costi ai consumatori, limitando così l’impatto sugli utili.

VIEW POSITIVA SU BANCHE USA E EUROZONA

Sul fronte obbligazionario invece Candriam mantiene una duration più breve e un sottopeso, perché i rendimenti a lunga scadenza perdono appeal, e potrebbero non compensare l’inflazione. Le azioni cicliche e value dovrebbero invece registrare secondo Candriam performance migliori, data la correlazione positiva all’aumento dei tassi, nell’ambito di una rotazione ancora in atto sui settori value e ciclici. In conclusione, la strategia di Candriam è orientata verso i titoli legati alla ripresa, un irrigidimento della curva dei tassi e l’aumento dei prezzi delle materie prime, per cui acquista titoli a bassa e media capitalizzazione in USA, Regno Unito e America Latina, con una view positiva sulle banche statunitensi e dell’Eurozona, che traggono i maggiori benefici dal previsto irripidimento della curva dei rendimenti.

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