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Candriam: la crescita economica proseguirà ad un ritmo più lento

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Candriam: la crescita economica proseguirà ad un ritmo più lento
Candriam: la crescita economica proseguirà ad un ritmo più lento

Secondo Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy di Candriam, il contesto resta favorevole per il mercato azionario soprattutto quello europeo

La ripresa economica procederà ad un ritmo lento tenendo conto delle diverse contingenze nello scenario globale: la diffusione delle varianti, la campagna vaccinale, i timori inflazionistici. "La diffusione delle varianti deve essere monitorata - dice Nadège Dufossé - anche se i vaccini sembrano efficaci nei confronti delle varianti attualmente esistenti, esse potrebbero influire sulle riaperture, o quantomeno sulla natura della crescita nei prossimi mesi, con una riduzione dei rendimenti di lungo termine. Un altro rischio è costituito dal perdurare dei vincoli sul fronte dell'offerta per un periodo di tempo più lungo del previsto, con la conseguenza di un protrarsi dell'inflazione e una stretta sui margini societari. Gli investitori potrebbero essere meno a proprio agio di fronte a uno scenario goldilocks, con un’inflazione transitoria associata a una crescita solida e duratura".

VARIABILI GLOBALI

Nei paesi sviluppati a beneficiare del procedere delle campagne di immunizzazione è in particolare il settore dei servizi e il settore manifatturiero grazie ai quali gli indicatori economici di luglio sono rimasti positivi. "I vincoli sul fronte dell'offerta - spiega Dufossé -dovuti alla forza del rimbalzo e alla specificità della crisi, continuano a pesare sull'economia, ma gli investitori hanno scelto di concentrarsi sui solidi utili delle società e, grazie al calo dei rendimenti obbligazionari, sono ottimisti sui titoli, in particolare su quelli growth".

PAESI EMERGENTI

I paesi emergenti sono in ritardo nella campagna di vaccinazione, fattore che mette a rischio la loro economia perché la diffusione delle varianti del Covid-19 impatterebbe più violentemente con nuove drastiche chiusure. "Inoltre - sottolinea Dufossé - ci sono alcuni contesti idiosincratici come in Cina, dove il governo ha deciso di adottare severe misure di regolamentazione sulle aziende tecnologiche, pur procedendo con un allentamento monetario generale. Tutto questo pesa ovviamente sui mercati emergenti".

CAUTELA DIFFUSA

In questo contesto gli investitori si sono mossi con cautela mentre le banche centrali hanno continuato ad acquistare obbligazioni. Queste ultime sono state caratterizzate da bassi rendimenti reali e nominali. "La ripresa economica ha aiutato le società, che hanno messo a segno utili estremamente solidi - dice Dufossé - Grazie alla crescita in corso, sostenuta dalla cautela delle Banche Centrali e da un maggiore supporto fiscale nei prossimi anni, il contesto rimane favorevole per le azioni".

CONTESTO MACRO

Visti i dati relativi al miglioramento del mercato del lavoro, la Fed potrebbe diminuire il suo piano di stimoli riducendo gli acquisti sulle obbligazioni con un probabile incremento del premio a termine. E poi c'è l'inflazione, Dufossé spiega che "sembra ancorata a livelli più elevati del previsto e pertanto i tassi a lungo termine dovrebbero aumentare, in particolare negli USA, dove i piani di Biden non sono ancora stati attuati. Allo stesso modo nei prossimi anni verrà implementato in Europa il Next Generation EU. Storicamente, tale contesto favorisce il settore value nonché i titoli europei e giapponesi, che dovrebbero sovraperformare quelli USA".

STRATEGIA MULTI-ASSET

Pertanto, Candriam indirizza la sua strategia sulle azioni europee, giapponesi e sulle small cap, tenendo conto anche dei mercati emergenti, e delle A-Share cinesi (orientate al mercato interno) oltre che dei titoli dell'America Latina dato che nel lungo periodo potrebbe verificarsi un'ampia ripresa che vedrà un aumento dell'inflazione e dei rendimenti, tutto a beneficio del settore value. "Per coprire il rischio del portafoglio azionario globale - chiarisce Dufossé - facciamo ricorso a un certo grado di protezione sulle azioni europee, in modo da ottenere una posizione neutrale rispetto ai titoli obbligazionari. Per quanto riguarda questi ultimi, rimaniamo sottopesati sui titoli di Stato per via dei bassi rendimenti attuali".

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