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Candriam: mercati forse troppo veloci, volatilità in arrivo

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Candriam: mercati forse troppo veloci, volatilità in arrivo
Candriam: mercati forse troppo veloci, volatilità in arrivo

Secondo Candriam c’è il rischio che i mercati finanziari stiano anticipando troppo velocemente la ripresa, per cui gli investitori dovranno tenere a mente la traiettoria di fondo e resistere alla volatilità in arrivo

Molti indici azionari stanno raggiungendo i massimi storici, come lo statunitense S&P500, in rialzo di oltre il 26% dal gennaio 2020, l'indice MSCI Emerging Markets, con un rialzo appena meno importante, e persino il giapponese Nikkei, che ha raggiunto i livelli toccanti all’inizio del 1989. Osservando questi dati sembra che la crisi sanitaria da pandemia sia ormai definitivamente alle spalle, il che sta cominciando a destare preoccupazione tra gli investitori, poiché i mercati finanziari sembrano in anticipo rispetto alla realtà delle economie.

DUE TIPI DI RISCHI

Lo sottolinea in un commento Nadège Dufossé, Head di Cross Asset Strategy di Candriam, secondo cui si stanno profilando due tipi di rischi che l’investitore deve considerare. Il primo nasce dal fatto che nel breve termine la battaglia tra vaccini e nuovi ceppi virali non ha ancora un chiaro vincitore. Ulteriori lockdown rallenterebbero la ripresa economica e potrebbero produrre delusioni temporanee nei dati economici. Il secondo riguarda invece i prossimi sei mesi, periodo in cui il principale rischio identificabile è quello legato al venir meno del sostegno monetario e fiscale.

ESSENZIALE IL RUOLO DELLE BANCHE CENTRALI

Secondo l’esperta di Candriam, la credibilità delle banche centrali e il controllo dei rialzi dei tassi saranno essenziali per entrare in una fase di crescita più normalizzata nel 2022, senza troppa volatilità. Allo stesso modo, il finanziamento dei piani di sostegno economico tornerà più intensamente nel dibattito una volta che saremo usciti da questo lungo tunnel di restrizioni. Per questo l’investitore dovrà tenere a mente la traiettoria di fondo del mercato e resistere alle fasi di volatilità che attraverseremo nelle prossime settimane.

CHIEDERSI SE LA RIPRESA È GIÀ PREZZATA

Dufossé elenca diverse ragioni che spiegano il comportamento del mercato: una composizione degli indici di borsa che riflette in maniera imprecisa l'attuale contesto economico, il sostegno monetario e fiscale senza precedenti che ha limitato il numero dei default, un impatto meno violento della seconda e della terza ondata dell'epidemia in particolare sul settore manifatturiero, che continua a crescere ovunque. In pochi mesi, gran parte del divario di performance sia tra "ciclici" e "difensivi”, sia tra "value" e growth" è stato colmato, e secondo l’esperta di Candriam bisogna chiedersi se la riapertura delle economie sia già nei prezzi.

CONTINUARE A FAVORIRE CICLICI E VALUE

Il confronto storico indica, secondo Dufossé, che finché restiamo in fase di ripresa, accompagnata da un aumento dei tassi, è bene continuare a favorire titoli ciclici e value, perché il momentum dei loro utili per azione inizierà ad accelerare e a superare di gran lunga i titoli difensivi e growth. Ma i mercati stanno anticipando una ripresa, che però non è ancora iniziata, soprattutto in Europa, e l'esuberanza vista in alcuni nel 2020, data l'abbondante liquidità, potrebbe ora interessare i settori value e ciclici più tradizionali, che beneficeranno pienamente del boom dei consumi previsto nei prossimi mesi.

L’EUROPA RESTA UN’OTTIMA SCELTA

Dufossé nota anche che il Bitcoin è aumentato di sei volte da marzo 2020, il valore di Tesla di dieci e il prezzo del rame di due, per cui è ragionevole aspettarsi qualche sorpresa. La ripresa economica dovrebbe essere forte e veloce, con inflazione e tassi che potrebbero temporaneamente superare le aspettative di un consensus relativamente cauto e determinare una sovraperformance molto più forte di asset, regioni e settori che tradizionalmente ne beneficiano. Secondo Candriam l'Europa rimane un'ottima scelta in questo contesto, così come il settore bancario e delle materie prime.