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Capiamo meglio lo scandalo sessista della sedia (mancante) di Ursula von der Leyen

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Florian Gaertner - Getty Images
Photo credit: Florian Gaertner - Getty Images

From ELLE

C'è chi dice che Erdogan l'abbia fatto apposta (conosciamo le sue idee sul ruolo delle donne), chi dà la colpa al classico misunderstanding dell'ultimo momento, chi parla di "machismo protocollare", chi riduce il tutto a un gioco di potere per far vedere chi comanda. Comunque stiano le cose, lasciare la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen senza un posto dove sedersi durante un incontro ufficiale è a dir poco vergognoso ed è anche il segno che non importa che tu sia la terza carica più importante dell’Unione Europea, che tu abbia studiato nelle migliori Università, che tu sia diventata ministra e abbia magari anche rotto il soffitto di cristallo, se sei una donna verrai ancora vista prima di tutto come tale. E quindi estranea e "di troppo". Del resto il video dell'incidente diplomatico con Von der Leyen che rimane interdetta mente i due uomini di turno - il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel e il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan - si accomodano ai loro posti senza battere ciglio, ne è la prova.

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Dopo il momento di glaciale imbarazzo in cui la presidente si accorge che non è stata predisposta una sedia per lei, Von der Leyen viene fatta accomodare sul divano parecchio distante dagli altri due interlocutori come se fosse una spettatrice più che parte attiva del dibattito. È vero, dal punto di vista del protocollo nell’ambito della rappresentanza esterna, il presidente del Consiglio Europeo precede il presidente della Commissione, ma normalmente questo non viene mai sottolineato e nessuno dei leader nazionali tratta Von der Leyen come se la sua carica fosse di grado inferiore rispetto a quella di Michel. Come spiega Il Post, infatti, in tutti i recenti incontri con leader nazionali alla presidente della Commissione è stato sempre riservato lo stesso trattamento di Michel e online stanno emergendo delle foto scattate nel 2015 durante una riunione del G20 ad Adalia, in Turchia, in cui l’allora presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, e il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, erano seduti ai lati di Erdoğan, su poltrone identiche. Che cosa è andato storto quindi?

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Non è possibile saperlo con certezza, ma è difficile non leggere l'episodio in chiave di genere. Sia che Erdogan l'abbia fatto apposta a confermare che per lui le donne sono "prima di tutto delle madri" (e quindi non certo dei validi interlocutori politici), sia che sia stato un modo per far vedere chi è il più forte a livello di relazioni internazionali, è evidente il sessismo alla base e come le donne finiscano per fare le spese dei giochi di potere nelle mani degli uomini che ancora le trattano come pedine. Se poi ammettessimo che si è trattato di una semplice svista, la situazione comunque non migliorerebbe di molto visto che nessuno si è accorto del problema finché Von der Leyen non è rimasta da sola in piedi senza sedia.

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Lo stesso Michel avrebbe potuto prendere una posizione, aspettare a sedersi o cedere la sua sedia a Von der Leyen. "Perché è rimasto zitto?", si è chiesta su Twitter la parlamentare europea olandese Sophie in ‘t Veld. "Da Erdoğan non ci aspetta niente di diverso, ma lascia amarezza il fatto che il presidente del Consiglio Europeo sia sceso al suo livello", ha commentato invece l’ex cancelliere austriaco Christian Kern. In questo modo il presidente del Consiglio Europeo è diventato il simbolo di quanto sia facile per gli uomini non essere maschilisti a parole, ma allo stesso tempo non accorgersi di come il maschilismo stesso sia parte del sistema. In certe situazioni (e nel 2021) ci si aspetterebbe che gli uomini prendessero posizione almeno quanto le donne di fronte a un gesto sessista e offensivo. Questa volta non è successo e comunque speriamo che in futuro non ce ne sarà più bisogno.