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Capital Group: Usa e Cina al picco del ciclo, in Europa dilemma Bce

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Capital Group: Usa e Cina al picco del ciclo, in Europa dilemma Bce
Capital Group: Usa e Cina al picco del ciclo, in Europa dilemma Bce

Jens Søndergaard, Currency Analyst di Capital Group, indica 4 trend chiave basandosi sui cicli finanziari di 40 paesi negli ultimi 7 anni. Usa al picco, Cina vicina, dollaro più forte, divergenza tra Germania e Italia

I cicli dei mercati hanno quattro fasi distinte, corrispondenti all'andamento della leva finanziaria in un'economia, e i picchi possono fungere da primo avvertimento per le crisi. L'ultimo picco del ciclo finanziario statunitense nel 2006 ha preceduto la crisi globale. Inoltre, i punti di svolta nei cicli finanziari spesso coincidono col cambiamento delle sorti di azionario e obbligazionario. Analizzando oltre 40 anni di rendimenti delle asset class, si nota che le obbligazioni tendono ad andare meglio delle azioni intorno ai picchi, mentre i rendimenti delle azioni sono tipicamente più forti intorno ai minimi. Studiando i cicli finanziari di quasi 40 paesi in tutto il mondo negli ultimi 7 anni, Jens Søndergaard, Currency Analyst di Capital Group ha evidenziato quattro tendenze chiave dei cicli finanziari globali.

IN USA FORTI SIA IMMOBILIARE CHE CREDITO

La prima riguarda il ciclo finanziario statunitense, che è molto forte, e distingue gli USA come uno dei pochi paesi che stanno sperimentando un'accelerazione sia nella componente immobiliare che in quella del credito, il che è di buon auspicio per la crescita nei prossimi anni. In particolare, l'impennata dei prezzi delle case, aumentati di quasi il 10% nel quarto trimestre 2020, ha dato un nuovo impulso al ciclo, superando il tasso di crescita nella fase che ha preceduto la crisi finanziaria globale. Nonostante la più recente accelerazione dei prezzi delle case e della crescita del credito, negli Stati Uniti il ciclo finanziario rimane "a fine ciclo", e la previsione di base di Capital Group è che raggiungerà il picco e comincerà a passare alla fase 1 alla fine del 2023 o a inizio 2024, oltre il picco atteso nel 2022 prima dello scoppio del Covid-19.

SCENARIO RIALZISTA PER IL DOLLARO E RIBASSISTA PER L’EURO

La seconda tendenza è rappresentata da un dollaro USA più forte e un euro più debole che possono essere in vista. La forza relativa del ciclo finanziario Usa suggerisce che stanno divergendo significativamente dal resto del mondo. Mentre la previsione di base di Capital Group stima un ciclo finanziario statunitense in rallentamento nei prossimi anni, in questo momento ha più slancio che altrove, in particolare in Europa, e questo è importante per la traiettoria del dollaro. In Europa la ripresa è più lenta, in parte per la risposta meno aggressiva della politica fiscale e monetaria. Søndergaard si aspetta che il ciclo della zona euro si avvicini al picco a inizio 2022, circa due anni prima del ciclo americano, il che dovrebbe essere rialzista per il dollaro e ribassista per l'euro.

TRAIETTORIE DIVERGENTI PER GERMANIA E ITALIA

Poi ci sono le divergenze all'interno dell'Ue che potrebbero porre un dilemma alla Bce. Capital Group non vede una forte accelerazione della Germania, il cui ciclo in questo momento è forte, guidato da un mercato immobiliare in piena espansione, e prevede che raggiunga il picco e la transizione nel 2022, soprattutto perché le previsioni di crescita del reddito non sono abbastanza forti da sostenere gli aumenti dei prezzi delle case. In Italia invece il ciclo finanziario si sta muovendo più in alto, ma secondo Søndergaard è improbabile che lo slancio sia abbastanza forte da compensare un rollover tedesco. Tipicamente, i cicli dei due paesi divergono, dovrebbe accadere di nuovo, e se la divergenza continua creerà problemi alla Bce che si troverà ancora una volta di fronte al dilemma se basare le sue decisioni in base alle condizioni macro nell'area core dell'euro o nella periferia.

IL CICLO CINESE HA RAGGIUNTO L’APICE

Infine ovviamente la Cina, dove secondo l’esperto di Capital Group il ciclo cinese sta raggiungendo un picco perché sembra essere all’apice dopo un'impennata dalle profondità della crisi finanziaria globale, che rifletteva un massiccio ricorso alla leva finanziaria di famiglie e imprese, con un'ulteriore spinta dallo stimolo del governo nel 2020 in risposta alla pandemia. Ora, le autorità cinesi stanno cercando di gestire la crescita dei prezzi delle case e del credito per garantire che l'economia rallenti gradualmente senza innescare un de-leveraging disordinato. Søndergaard si aspetta che questo arrivi con un ritardo di circa 12 mesi, e in questo caso sarà un vento contrario per la crescita globale e i prezzi delle materie prime, con un potenziale effetto negativo sulle valute dei mercati emergenti.

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