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Car sharing: -50% noleggi in primi 7 mesi 2021 rispetto al 2019

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Image from askanews web site
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Milano, 28 set. (askanews) - Gli effetti della pandemia non accennano a mollare la presa sul settore del car sharing che nei primi 7 mesi del 2021 ha registrato circa la metà dei noleggi effettuati nello stesso periodo del 2019. Lo comunica Aniasa, l'Associazione che all'interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.

Telelavoro e circolazione ancora limitata nelle città sono alla base del calo. Ma non solo. Incide, secondo Aniasa, anche l'assenza di una reale politica di sostegno verso l'auto condivisa che può svolgere un ruolo centrale per la riduzione delle emissioni inquinanti e per decongestionare le nostre città. Servono più attenzione e misure strategiche: dall'abolizione del canone annuale per i veicoli alla riduzione al 10% dell'Iva su questi servizi, dall'inclusione nel bonus mobilità alla previsione di fondi pubblici per la promozione di piattaforme di mobilità pay-per-use.

Dopo un 2020 drammatico (con un -53% dei noleggi e una riduzione della flotta del 27%), anche i primi 7 mesi del 2021 si sono rivelati un difficile banco di prova per il comparto, con un -50% dei noleggi che mette a dura prova i bilanci delle società.

Intanto qualcosa sta cambiando nelle abitudini di utilizzo del car sharing: sono diminuiti i noleggi in centro città e aumentati quelli in periferia; gli utilizzi si sono distribuiti in modo più uniforme nell'arco della giornata rispetto agli anni precedenti, quando si concentravano soprattutto nelle ore di punta. Sul versante dell'offerta, si registra l'incremento della durata dei noleggi, determinata dalle nuove formule di car sharing "a lungo termine".

Rispetto allo scorso anno i timori legati all'uso dell'auto condivisa nei prossimi mesi, secondo uno studio realizzato da Aniasa e da Bain & Company, sono stati espressi solo dal 13% degli italiani intervistati. Un segnale positivo se lo si confronta con il 54% del giugno 2020, che lascia ben sperare per i prossimi mesi. "Sono necessari e non più rinviabili interventi strutturali da parte delle pubbliche amministrazioni e del Governo. L'utilizzo del car sharing, infatti, genera un enorme beneficio per l'ambiente, non solo in termini di riduzione dell'inquinamento e del traffico, ma anche nel riadattare l'assetto urbanistico delle nostre città. Vanno quindi rimossi ostacoli di natura spesso burocratica che ne ostacolano una più ampia e virtuosa diffusione", ha dichiarato il presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti.

Secondo un nostro recente studio condotto con il Centro Studi Fleet&Mobility sulla città di Roma, dotare la Capitale di una flotta di 20.000 auto in sharing, ne toglierebbe 228.000 dalle strade (ogni auto condivisa ne eliminerebbe circa 12), con una riduzione di emissioni pari a 83 tonnellate/anno di PM10 (-10% rispetto al dato attuale).

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