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Cardano (ADA): la Crypto con il Freno a Mano Tirato

·3 minuto per la lettura

Durante le ultime 24 ore Bitcoin ha raggiunto e oltrepassato la soglia psicologica dei $ 55.000, ritornando su valutazioni che non vedeva dal 12 maggio scorso. Anche Ethereum, da parte sua, ha fatto registrare un nuovo test dei propri massimi mensili. Spicca quindi l’assenza di reattività da parte di una delle altcoin più conosciute, Cardano (ADA), che pure in un contesto di rialzi dei due maggiori asset crypto è rimasto sostanzialmente a guardare senza riuscire ad oltrepassare i massimi del 2 settembre scorso. In questo approfondimento ci concentreremo sull’attività recente di ADA per comprendere quali possano essere gli ostacoli, se presenti, che si trova ad affrontare attualmente questa valuta digitale.

In calo le grandi transazioni a settembre

Secondo i dati forniti da IntoTheBlock, il numero medio di grandi transazioni on-chain per Cardano è diminuito drasticamente durante la fine di settembre. Da quando è iniziata la ripresa, il numero di operazioni medie è sempre rimasto al di sotto della sua media semestrale. Con il termine “grandi transazioni” ci si riferisce di solito alle attività di quegli investitori che effettuano movimentazioni dal controvalore pari a $ 100.000 o più. Un calo nella frequenza di questo tipo di transazioni indica solitamente che l’attività delle “mani forti” è in affievolimento e che, quindi, vengono a mancare i sostegni solidi che possono consentire lo sviluppo e la prosecuzione di movimenti ampi del prezzo.

Le statistiche evidenziano inoltre per Cardano una diminuzione degli indirizzi attivi che si sono portati sotto alla media mensile, suggerendo che in generale da metà settembre in poi si siano effettuati meno trasferimenti ed acquisti da parte degli investitori istituzionali. L’alleggerimento degli acquisti istituzionali è stato osservato anche nel recente rapporto sugli afflussi settimanali rilasciato da CoinShares. Secondo questo studio, Bitcoin ed Ethereum hanno fatto registrare afflussi di capitale pari rispettivamente a $ 68.7 e $ 20.2 milioni, mentre Cardano è rimasto sotto alla soglia degli $ 1.1 milioni. Va comunque sottolineato che questa performance non brillante di Cardano è in linea con quella di quasi tutte le altre altcoin, in quanto BTC ed ETH l’hanno fatta da padroni spartendosi da soli la quasi totalità dei nuovi afflussi di denaro.

Grayscale ha forse prodotto danni involontari?

A dire la verità, Grayscale ha menzionato ADA nel suo recente rapporto “An Introduction to Cardano” solo per ribadire che si tratta sostanzialmente di un “progetto sottovalutato”, pur sottolineandone anche i potenziali tratti di rischio. Ad esempio, il rapporto ha puntato il dito sulla mancanza di un ecosistema di applicazioni MainNet, anche perché le funzionalità di smart-contract sono state aggiunte solo di recente; non sono quindi ancora state testate in termini di sistemazione dApp e crescita dell’adozione da parte degli utenti. Nel rapporto Grayscale si legge anche che “Cardano affronta la forte concorrenza di altre blockchain di base Layer 1 con funzionalità di contratto intelligente, tra cui Ehereum, Solana, Internet Computer Protocol, Avalanche e altri.”

BTC ed ETH possono togliere il freno a Cardano

Cardano si starebbe quindi muovendo attualmente con il freno a mano tirato. Sarebbe tuttavia semplice premere sul pedale sull’acceleratore se Ethereum e Bitcoin continuassero ancora per qualche tempo a spingere la loro capitalizzazione di mercato, apportando benefici effetti anche all’intero crypto-spazio, per effetto di un rinnovato interesse degli operatori. Al momento della stesura di questo articolo, Cardano sembra faticare a superare la zona di resistenza posta fra $ 2.20 – $ 2.30. Una chiusura su grafico giornaliero al di sopra di questo intervallo andrebbe probabilmente ad alimentare un sentiment rialzista attorno ad ADA per le successive 3-5 giornate. I volumi di scambio sono tuttavia rimasti finora estremamente bassi.

This article was originally posted on FX Empire

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