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Carne bovina, prezzi in rialzo fino al 10% in primi giorni 2022

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Image from askanews web site
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Roma, 3 gen. (askanews) - Aumento della domanda e prezzi in rialzo. Per la carne bovina il 2022 parte all'insegna della ripresa dopo la contrazione del 2019 e gli ultimi due anni altalenanti a causa della pandemia. "Dalla fine del 2021 stiamo assistendo a un incremento dei prezzi del bestiame vivo del 7% che ha toccato anche punte del 10%", spiega Nicola Codognola, presidente della sezione carne bovina di Confagricoltura Verona, prima provincia produttiva del Veneto con 48.395 tonnellate.

L'aumento delle quotazioni è legato a una ripresa del settore, che segna un forte consumo di carne bovina soprattutto domestico, con la grande distribuzione che ha dato maggiore spazio al prodotto italiano. La carne bovina rappresenta circa il 30% del valore medio della spesa domestica nel settore carni e quella del Veneto, grande produttore di scottona e vitellone, è particolarmente richiesta anche dalla ristorazione, in quanto ritenuta pregiata per la morbidezza e il sapore.

La nota dolente è l'aumento dei costi di produzione, che va a inficiare parecchio l'incremento dei prezzi. "I costi dell'energia e dei cereali, soia in primis, pesano sui bilanci - spiega Piergiorgio Agostini, vicepresidente della sezione - Non a caso resistono sul mercato gli allevamenti con un maggior numero di capi, che possono produrre un'economia di scala. Per contrastare la pressione delle produzioni estere, ad esempio da Paesi come la Polonia, che riesce a produrre con minori costi, dovremmo avere una semplificazione nella burocrazia e maggiori sostegni per gli investimenti. Gestendo meglio le nostre risorse potremmo dipendere meno da altri Paesi. Non dimentichiamo che il grado di autosufficienza del settore è poco più del 50%".

Secondo i dati di Veneto Agricoltura, infatti, nel 2020 l'Italia ha importato dall'estero circa 1.159.000 capi da vita, la maggior parte dei quali sono destinati agli allevamenti. Di questi sono finiti nella nostra regione circa 600.000, quindi oltre la metà, di cui 552.000 con orientamento da carne". Il Veneto resta il maggior produttore nazionale di carni rosse. Secondo Veneto Agricoltura ci sono 6.128 allevamenti (dati 2020) con prevalente indirizzo da carne bovina, con un calo di quelli più piccoli e un aumento di quelli con un maggior numero di capi.

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