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Caro bollette: no al taglio dell'Iva, il Governo punta a tagliare gli oneri di sistema

·2 minuto per la lettura
Un utente controlla una bolletta in una immagine di archivio.  ANSA / FOLCO LANCIA (Photo: FOLCO LANCIAANSA)
Un utente controlla una bolletta in una immagine di archivio. ANSA / FOLCO LANCIA (Photo: FOLCO LANCIAANSA)

Un primo intervento sugli oneri di sistema, i balzelli all’interno delle diverse tariffe. E forse un mix di misure, differenziato tra le varie fonti di energia. E niente riduzione dell’Iva. E’ corsa contro il tempo per frenare lo spettro del caro bollette che scatterebbe da ottobre. Il pressing arriva anche dall’Unione Europea, con le preoccupazioni del commissario all’Economia Paolo Gentiloni che chiede ai Paesi di attivare un ‘ombrello’ che aiuti a limitare i costi della transizione energetica. E i diversi governi si muovono. In Italia il tema arriverà già sul tavolo del Consiglio dei Ministri convocato per domani a Palazzo Chigi per discutere dell’estensione del Green Pass e adottare le prime misure.

Il governo punta ad un primo intervento per alleggerire la ‘stangata’ che potrebbe arrivare, al quale seguirebbero altri correttivi, magari in manovra. Del resto tutti i Paesi si stanno muovendo. La Spagna ha deciso di attingere ai profitti delle società energetiche, giudicati eccessivi, provocando contraccolpi in borsa a molte utilities. La Francia, che con il nucleare avverte meno i contraccolpi del mercato, sta studiando la possibilità di ampliare i voucher, che già ora utilizzano 5,5 milioni di famiglie a basso reddito. Il problema non è solo italiano. Ma, mentre l’Istat diffonde le rilevazioni sui prezzi ad agosto che vedono l’inflazione salire al 2%, e già le associazioni dei consumatori fanno calcoli su quanto tutto ciò potrà pesare sulle tasche delle famiglie, da più parti si chiede di evitare la stangata per gli italiani.

La via scelta dal Governo è di intervenire sui cosiddetti oneri di sistema, cioè alcuni balzelli che sono all’interno delle tariffe , per il sostegno alle rinnovabili o per i costi del nucleare, che potrebbero essere spostati sulla fiscalità generale. Effettivamente, come hanno ricordato dalla Cgil ”è tempo di cambiare a partire dalla struttura della bolletta elettrica che è gravata di costi non pertinenti, non legati all’energia, che ricadono tutti sulle famiglie. Lo Stato, in questi anni, - sostengono - ha scaricato sulle bollette elettriche tutte le sue inefficienze”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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