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Carrello della spesa 2021: frena italianità, meglio green e senza zuccheri

Image from askanews web site
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Milano, 16 giu. (askanews) - Cosa hanno messo nel carrello della spesa gli italiani nel 2021? Scende la febbre per l'italianità dei prodotti, mentre il free from in alcuni casi piace ancora molto, soprattutto se si tratta di zuccheri. Si conferma l'avanzata dei prodotti arricchiti, di proteine in particolare, ma è la passione per la sostenibilità a tenere ancora banco nel largo consumo. Ad analizzare come evolvono i trend dei consumi attraverso la lente delle etichette dei prodotti è l'Osservatorio Immagino di GS1 Italy, giunto alla sua undicesima edizione. Lo studio incrocia le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti digitalizzati nel 2021 dal servizio Immagino di GS1 Italy con i dati NielsenIQ su venduto e consumo nei supermercati e ipermercati italiani restituendo una fotografia puntuale basata su un maxi-carrello della spesa che vale 39 miliardi di euro:

"Siamo passati da circa 58 mila prodotti analizzati nella prima edizione a quasi 130mila in quest ultima - ha detto Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy - Ogni prodotto viene analizzato andando a guardare circa 100 variabili tra valori nutrizionali, claim, loghi e tutto quello che viene riportato in etichetta. Quindi una grandissima base statistica su cui lavorare, che ormai ha raggiunto l'83% di quello che viene venduto sugli scaffali di ipermercati e supermercati italiani".

Questa base statistica in cinque anni ha mostrato l'evoluzione dei principali trend di consumo nel nostro Paese. Trend che hanno conosciuto periodi di grande espansione e che ora si vanno stabilizzando, come nel caso del fenomeno dell'italianità in etichetta: i 23.944 prodotti su cui l'Osservatorio Immagino ha rilevato un'icona, un claim, un riferimento alla provenienza territoriale o un'indicazione geografica europea hanno chiuso l'anno con oltre 8,9 miliardi di euro di vendite tra ipermercati e supermercati, un giro d'affari stabile (-0,1%), con una diminuzione della domanda (-2,7%). Nonostante questa sostanziale stabilità, però, questo resta il trend più pervasivo tra quelli analizzati. Battuta d'arresto anche per il free from con delle deroghe: "Cinque anni di storia ci hanno restituito alcuni trend che si sono consolidati negli anni ma dopo 5 anni stiamo assistendo a un fenomeno abbastanza nuovo rispetto al passato - spiega Cuppini - Le prime edizioni con queste nuove lenti che guardavano le scelte dei consumatori hanno spinto le aziende a fare delle scelte, a cambiare prodotti, ricettazioni, comunicare diversamente sulle etichette e soprattutto a cambiare gli assortimenti per avvicinarsi a quello che il consumatore vuole. Questo nei primi anni ha comportato dei grandi trend in positivo di fenomeni come free from rich, ma nelle edizioni più recenti questi trend si sono consolidati e quindi non ci sono più andamenti a due cifre, trend così esplosivi con alcune eccezioni". E' il caso dei prodotti senza zucchero aggiunto o con pochi zuccheri: "Questi prodotti - osserva - nell'ultima edizione hanno mostrato un trend di oltre il 10%".

Prosegue anche la crescita dei prodotti arricchiti di qualcosa: nel 2021, in supermercati e ipermercati, hanno sfiorato i 3,8 miliardi di euro di vendite, in crescita del 2% rispetto all'anno precedente. E la sostenibilità? L'aggiornamento del Barometro rivela che questo si è confermato anche nel 2021 uno dei trend più significativi del largo consumo italiano. Un prodotto su quattro riporta in etichetta un riferimento all'impatto ambientale, facendo registrare un incremento dell'1,2%, su base annua, delle vendite, consolidando quel +7,6% del 2020. A questo risultato ha contribuito l'aumento dell'offerta (+5,3% la componente push) sottolinea l'Osservatorio, mentre la domanda è risultata in calo (-4,1% la componente pull).

Oltre a queste classiche chiavi di lettura, la nuova edizione dell'Osservatorio Immagino fornisce anche un'analisi in base alle occasioni di consumo dei prodotti, colazione, primi e secondi piatti e fuoripasto. "Potremmo fare una battuta: dimmi quando mangi e ti dirò cosa cerchi, se cerchi benessere, salutismo, naturalità sicurezza o italianità", ha semplificato Cuppini. Una lente nuova per decrittare i consumi degli italiani, che, complici la pandemia prima e ora il conflitto ucraino, sono in forte cambiamento come attestato da una ricerca di prossima diffusione che GS1 Italy ha realizzato insieme a Ipsos e McKinsey: "Stiamo realizzando una grande ricerca sui comportamenti del consumatore - ha anticipato Cuppini - prossimamente andremo a illustrarne i risultati che vanno nella direzione di una grandissima frammentazione dei comportamenti: ci sono dei consumatori particolarmente attenti ai momenti di consumo addirittura il 54% degli italiani pensa che si debba scegliere con grande cura i prodotti che si comprano e si consumano ma ci sono comportamenti anche opposti, di chi al consumo, alla preparazione del cibo dedica poca importanza, poca emozione e si basa tutto sulla velocità. Avremo modo nelle prossime settimane di entrare nel merito dei risultati di questa ricerca".

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