Casa: Cgil-Sunia, tra Imu e ddl lavoro doppia stangata da 450 euro

(ASCA) - Roma, 7 apr - Prima gli incrementi dell'Imu, adesso le maggiorazioni previste nel ddl sul lavoro per quei proprietari di immobili che non applicano la cedolare secca. Una doppia stangata indirizzata verso la rendita ma che rischia di riversarsi sugli inquilini in affitto con una stima degli aumenti dei canoni intorno al 20%. E' l'allarme lanciato dalla Cgil e dal Sunia passando in rassegna infatti gli effetti delle recenti misure di tassazione sulla casa, soprattutto per quanto riguarda famiglie in affitto con bassi redditi. Secondo il sindacato, infatti, l'Imu per le seconde case, in assenza di una differenziazione per quelle date in affitto, vede aumenti che superano il 100% rispetto alla veccia Ici, ''con il rischio serio che questi si riflettano sugli inquilini'', denunciano Cgil e Sunia. Calcola il sindacato - secondo una parametro di riferimento medio dato da un'abitazione di circa 80 mq e ubicata in zona semicentrale - che a Roma, ad esempio, nel canale libero l'incremento e' del 142%: si passa infatti da una vecchia Ici pari a 892 euro alla nuova Imu di 2.161, a fronte di un affitto mensile medio di 1.250 euro. Per quanto riguarda Milano invece l'aumento dell'Imu e' addirittura del 207% per un totale di 1.958 euro e con un affitto medio mensile di 1.100 euro. A Bologna siamo al 198% con un Imu pari a 1.915 euro a fronte di un affitto medio di 950 euro mentre a Palermo si registra un +119% per un Imu pari a 834 euro rispetto ad un affitto medio di 550 euro.

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