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Casa: Istat, 26,1% italiani non dispone di numero stanze adeguato

(Adnkronos) - Case piccole e sovraffollate: ci vive il 26,1% degli italiani che si trovano a non disporre di un numero di stanze adeguato alla 'taglia' della propria famiglia. La stima è dell'Istat che oggi ha fatto il punto dell'emergenza abitativa nel corso dell'audizione davanti alla task force sulle politiche per la casa e l’emergenza abitativa del ministero del lavoro. Un sovraffollamento che nel 2020 ha registrato numeri mediamente maggiori che nel resto d'Europa che denuncia infatti valori del 17,5% per quanto riguarda l’Ue a 27 e un 13,3% nell’area euro.

Valori , si legge nel rapporto presentato da Cristina Freguja, Direttrice della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare, che si fanno particolarmente elevati per le famiglie in affitto: è il 35,6% a convivere in appartamenti stretti rispetto alle necessità. Ma anche peggio è la situazione che si trova a vivere il 38,8% delle coppie con figli minori alle prese con un tasso di sovraffollamento "particolarmente elevato"e le famiglie monogenitoriali con figli minori, per il 46,3%. Nel complesso, dunque, l'Istat stima come circa 4 famiglie su 10, con almeno un minore, vivano in una abitazione sovraffollata e quasi 2 famiglie su 3 quando i minori sono tre o oltre.

A vivere in queste condizioni anche il 50% delle famiglia di stranieri (48,1%), contro il 17,3% delle famiglie composte da soli italiani. Il fenomeno è ovviamente direttamente proporzionale al reddito: tra le famiglie più agiate il tasso di sovraffollamento infatti è pari al 9,6%, un valore circa 3 volte più basso di quello osservato nelle famiglie meno abbienti, pari al 27,4% (il valore per le famiglie del quinto più povero e circa una famiglia su quattro per il secondo quinto).

Gli italiani comunque restano un popolo di 'proprietari': nel 2021, 18,2 milioni di famiglie (70,8% del totale) sono proprietarie dell’abitazione in cui vivono, mentre 5,2 milioni (20,5%) vivono in affitto e 2,2 milioni (8,7%) dispongono dell’abitazione in usufrutto o a titolo gratuito. Le famiglie proprietarie di un’abitazione e che pagano un mutuo rappresentano, invece, il 12,8% del totale (circa 3,3 milioni di famiglie). Più nel dettaglio, annota ancora l'Istat, sono 42,7 milioni (72,5%) gli individui che vivono in case di proprietà, 11,8 milioni (20,0%) vivono in affitto e 4,4 milioni (7,6%) in usufrutto o in uso gratuito.

A vivere in affitto, si legge ancora nel Report Istat, sono le famiglie di più recente costituzione: il 47,8% delle persone sole con meno di 35 anni e il 39,9% delle giovani coppie senza figli (quando la donna ha meno di 35 anni di età).7 Percentuali elevate si osservano anche tra le persone sole di 35-64 anni (33,2%), tra le famiglie monogenitore con figli minori (30,8%) e tra quelle con almeno tre minori (33,7%). Vive, infine, in questa condizione il 35,5% delle famiglie in cui il principale percettore di reddito è disoccupato e il 68,5% delle famiglie con stranieri (quota che sale al 73,8% per le famiglie composte da soli stranieri, dove poco più di una famiglia su 10 vive in una casa di proprietà). L’incidenza di povertà assoluta, dunque, annota ancora l'Istat "è maggiore tra le famiglie che vivono in affitto".

Nel 2021, infatti, le oltre 889mila famiglie povere in affitto corrispondono al 45,3% di tutte le famiglie povere, con un’incidenza di povertà assoluta pari al 18,5%, contro il 4,3% di quelle che vivono in abitazioni di proprietà. L’analisi del titolo di godimento dell’abitazione mostra inoltre, prosegue il dossier, come l’incidenza di povertà assoluta delle famiglie dove sono presenti minori sia pari al 28,2% se la famiglia è in affitto, contro il 6,4% di quelle che posseggono una abitazione di proprietà e il 13,1% delle famiglie in usufrutto o in uso gratuito.Le famiglie in affitto residenti nel Mezzogiorno mostrano valori dell’incidenza di povertà assoluta pari al 22,4%, rispetto al 17,6% del Nord e al 15,4% del Centro. (Alessandra Testorio)