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Cashback, è allarme furbetti: commercianti penalizzati

Matia Venini
·3 minuto per la lettura
Cashback, è allarme furbetti: commercianti penalizzati
Cashback, è allarme furbetti: commercianti penalizzati

Per rientrare tra le prime centomila per numero di transazioni e avere diritto a 1.500 euro, molte persone stanno adottando tecniche scorrette

Fatto il Cashback, trovato l’inganno. Sono sempre di più i casi di chi cerca una scorciatoia per essere tra i primi centomila in tutto il Paese per numero di transazioni e avere diritto al rimborso da 1.500 euro previsto dal piano Cashback approvato dal Governo dimissionario. Queste persone non fanno niente di illegale, ma tengono comunque un comportamento scorretto. Soprattutto nei confronti degli esercenti.

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IL SUPER CASHBACK

Il piano Cashback prevede un rimborso di massimo 150 euro a semestre, a fronte di almeno 50 pagamenti digitali. Ma per incentivare ulteriormente a non usare il contante, il Governo ha istituito anche un Super Cashback di 1.500 euro, sempre ogni sei mesi, per i primi centomila cittadini con il maggior numero di transazioni effettuate. Ed è proprio questo il premio più ambito, per il quale sono nati i furbetti del Cashback.

LE MICROTRANSAZIONI

Il metodo forse più semplice di scalare la classifica è quello di fare tante microtransazioni per l’acquisto di un solo bene o servizio. Una pratica utilizzata spesso alle casse veloci del supermercato, per esempio, o dal benzinaio. Uno dei casi più eclatanti si è verificato a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, dove due persone, per fare un rifornimento da poco più di sei euro, hanno passato 38 volte la stessa carta. Il titolare del distributore ha denunciato il fatto pubblicando su Facebook la foto di tutti gli scontrini, dal valore di 0,17 euro cadauno.

IL DANNO ECONOMICO DEGLI ESERCENTI

Come già scritto, non c’è niente di illegale nell’adottare una pratica del genere. Potrebbe anche far sorridere, ma certamente il titolare del distributore in questione non si è divertito. Infatti chi riceve il pagamento è costretto a versare al circuito, anche nel caso di transazione minima, 0,38 euro ogni volta che viene passata la carta. Si tratta quindi di un bel giochetto, che però non fa bene agli esercenti, già alle prese con la crisi economica scatenata dalla pandemia.

UN PIANO SENZA REGOLE

A rimetterci sono soprattutto i rivenditori di beni di prima necessità, come alimentari e, appunto, benzina, vittime di chi sta tentando la scalata ai 1.500 euro senza comprare cose non necessarie. Il problema è alla base: il Ministero delle finanze infatti non ha pensato a inserire alcuna verifica sulle transizioni, lasciando il piano Cashback privo di regole in questo senso.

ALTRE TECNICHE

Esistono poi anche i furbetti del Cashback classico, quello che prevede un rimborso di massimo 150 euro ogni sei mesi. Non esistono infatti restrizioni per l’acquisto di carte Amazon, Netflix o di voucher, utilizzabili poi online. C’è poi chi utilizza la carta di credito per comprare tessere prepagate che poi vengono aggiunte al wallet del piano Cashback, beneficiando così di un doppio bonus del 10%: uno per l’acquisto della carta e un altro sugli acquisti fatti con la prepagata.

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