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Caso peste suina a Roma, Prandini:serve responsabilità Istituzioni

Image from askanews web site
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Roma, 5 mag. (askanews) - Il caso di peste suina registrato a Roma, a circa 500 km dal focolaio ligure-piemontese, richiede la "responsabilità delle Istituzioni per un intervento immediato al contenimento della popolazione dei cinghiali che hanno invaso campagne e città fino alla Capitale, con danni economici per gli allevatori e rischi per la sicurezza dei cittadini". Così il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in merito al caso di peste suina africana (Psa) a Roma, molto lontano dai focolai accertati tra Piemonte e Liguria.

"Abbiamo più volte evidenziato - afferma Prandini - il rischio della diffusione della Peste Suina Africana attraverso i cinghiali e la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l'articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. Siamo infatti costretti ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché - precisa Prandini - è mancata l'azione di prevenzione come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla presenza in Italia di più di 2,3 milioni di esemplari, arrivati numerosi anche nella Capitale".

Nella provincia di Roma Coldiretti stima la presenza di oltre 20mila cinghiali. Sotto accusa è "l'immobilismo delle Istituzioni dopo i casi individuati in Piemonte ed in Liguria con il rischio concreto che l'emergenza si allarghi ad altre regioni limitrofe, dove si concentra la norcineria nazionale che è un settore di punta dell'agroalimentare made in Italy grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi".

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