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Cassazione, l'allarme del presidente: "80mila ricorsi l'anno, a rischio tempi e qualità"

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Via libera del Consiglio superiore della magistratura alla copertura di 48 posti di consigliere della corte di Cassazione, tra settore penale e civile. Il plenum ha approvato tre delibere della terza commissione a larga maggioranza. Plauso per il "corposo provvedimento" è stato espresso dal primo presidente della Cassazione, Pietro Curzio che, intervenendo in plenum prima del voto, ha ringraziato il Csm per la decisione "dopo 4 anni senza assegnazioni" sottolineando "una situazione particolarmente critica dell'ufficio sottoposto a una pressione numerica assolutamente anomala, che nel 2020 è consistita in 32.548 ricorsi civili 38.508 penali. Siamo oltre gli 80mila ricorsi in un anno, qualsiasi ufficio che riceva 80mila ricorsi in un anno è sottoposto a tensioni incredibili e questa dimensione numerica comporta problemi sui tempi e sulla qualità dei provvedimenti".

Il primo presidente ha poi fornito altri numeri sul carico di lavoro della Suprema Corte: "dal 1 gennaio al 30 novembre di quest'anno in Cassazione sono stati definiti 36.389 provvedimenti nel civile e 43.034 nel penale. Il nostro numero è di 249 consiglieri, dividendo i provvedimenti di definizione del giudizio per questo numero si ricava che ciascun magistrato di Cassazione in 11 mesi ha scritto 316 sentenze, ed è probabile che chiuderemo l'anno con circa 350 sentenze ciascuno. Quindi l'inadeguatezza della Corte da tutto può derivare meno che dall'impegno dei consiglieri, è frutto di scelte del legislatore ma anche di scelte passate del Csm".

"Un ufficio come questo non può essere lasciato per 4 anni senza immissione di magistrati" a fronte anche di un "esodo consistente". Inoltre le recenti riforme "comporteranno oneri maggiori per la Cassazione" e di questo "il Csm deve occuparsi in maniera sistematica", ha ammonito Curzio, chiedendo che "una nuova pratica di assegnazione sia accolta e portata avanti con rapidità" e che "il Csm si ponga il problema per valutare quali risposte dare sia sul piano dell'assetto di una parte fondamentale del sistema, sia all'Europa, che esprime un giudizio così preoccupato".

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