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De Castro: governo recepisca subito direttiva Ue pratiche sleali

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 21 apr. (askanews) - "Con il via libera definitivo del Parlamento italiano alla legge di Delegazione europea, il Governo dovrà ora rendere applicabile sul territorio nazionale la direttiva Ue 633/2019 contro le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare. La norma, che approvammo in tempi rapidi due anni fa al Parlamento europeo, dovrà essere definitivamente recepita con un decreto legislativo entro il prossimo 30 aprile per procedere al contrasto delle tante azioni illecite che spesso si riscontrano ancora in tutte le transazioni all'interno della catena agroalimentare". Così Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo e relatore della direttiva 633, commenta l'approvazione definitiva da parte del Senato della legge di Delegazione europea, avvenuta oggi, che all'articolo 7 definisce la disciplina omnicomprensiva contro le pratiche sleali nella filiera agroalimentare per la tutela di imprenditori e consumatori.

"Dopo il via libera definitivo della legge da parte di entrambi i rami del Parlamento - osserva De Castro - ora il nuovo quadro giuridico consentirà al Governo di emanare il decreto legislativo per tutelare i nostri produttori agricoli da pratiche sleali all'insegna della trasparenza e della correttezza nei rapporti di fornitura tra tutti gli attori della catena. L'obiettivo è mettere fine a ritardi nei pagamenti delle fatture, ad aste elettroniche al doppio ribasso che penalizzano gli agricoltori, con prezzi spesso al di sotto dei costi di produzione, ma anche a vendite sottocosto, ricarichi di spese per pubblicità dei prodotti non richieste, e altre azioni che attualmente rendono iniqua la distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare".

"Per l'attività di vigilanza sull'applicazione delle disposizioni che disciplinano le relazioni commerciali tra le parti - ricorda l'europarlamentare PD - il Governo, raccogliendo l'indicazione del Parlamento, designerà l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi quale Autorità nazionale di contrasto. La stessa Authority, prima di procedere all'applicazione di sanzioni di fronte a conclamate azioni illecite, potrà in ogni caso prevedere meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra le parti, valorizzando il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza attraverso la definizione di accordi quadro nazionali".