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Cautela in attesa della Fed. Ftse Mib su con accordo Italia-UE

Davide Pantaleo
 

Dopo ben quattro sedute consecutive con il segno meno, le Borse europee provano a rialzare la testa, muovendosi però con grande cautela. Gli indici del Vecchio Continente hanno avviato gli scambi in maniera poco mossa e stanno provando a spingersi in avanti, con il Ftse100 in ascesa dello 0,53%, seguito dal Cac40 e dal Dax30 che si apprezzano rispettivamente dello 0,26% e dello 0,22%.

Sul fronte macro l'unico dato di oggi in Europa è stato diffuso in Germania, dove sono stati resi noti i prezzi alla produzione che a novembre hanno evidenziato una variazione positiva dello 0,1%, in frenata rispetto al rialzo dello 0,3% precedente, ma oltre le previsioni degli analisti che si erano preparati ad un calo dello 0,1%.

Come anticipato prima la cautela regna sovrana in vista dell'importante appuntamento in agenda oggi. Due ore prime della chiusura di Wall Street la Fed annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse, destinati a salire dello 0,25%.

Una mossa scontata dal mercato che seguirà con molta attenzione la conferenza stampa del presidente Powell, per capire quali saranno le prossime mosse in materia di politica monetaria. Si ragiona sulla possibilità che la Banca Centrale americana riveda il percorso di rialzo del costo del denaro da 3 a 2 aumenti nel 2019.

Intanto viaggia con una marcia in più Piazza Affari dove il Ftse Mib stacca gli altri indici europei, balzando in avanti dell'1,39% in area 18.900. A favorire gli acquisti contribuisce la notizia dell'accordo informale raggiunto tra Roma e Bruxelles sulla manovra 2019, dopo che il Governo ha rivisto al ribasso il target deficit/PIL dal 2,4% al 2,04%.

Per oggi è prevista una riunione della Commissione UE da cui dovrebbe arrivare la conferma ufficiale dell'intesa sulla legge di bilancio.

Immediata la reazione dello spread BTP-Bund che si restringe ulteriormente, scendendo al di sotto dei 257 punti base, con una flessione di quasi il 5%, e simile è la percentuale di ribasso del rendimento sul decennale che scende al 2,82%.

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Ne approfittano i titoli del settore bancario che rialzano la testa con decisione, con Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) e Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) in rally del 3,5% entrambi, seguito da Banco BPM e Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) che avanzano rispettivamente del 3,27% e del 2,87%, mentre Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e Bper Banca salgono del 2,3% e del 2,03%.

In evidenza anche FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) che si apprezza del 2,53%, mentre nello stesso settore è più cauta Banca Generali con un rialzo dell'1%. Diverso il discorso per Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) che dopo l'affondo di ieri cede ancora terreno e scende dello 0,74%, appesantito dalla notizia a sorpresa della vigilia relativamente alle dimissioni dell'AD Albarelli che lascerà il gruppo dal prossimo 25 gennaio.

Tra le blue chips in controtendenza troviamo anche STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) che scivola in fondo al Ftse Mib con un rosso del 2,27%, mentre Prysmian (EUREX: 3056144.EX - notizie) cala dello 0,68%, seguito da Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) che cede lo 0,38%.
Debole Telecom Italia che viaggia poco sotto la parità in vista della riunione dl Cda di venerdì per la convocazione della nuova assemblea.

Il crollo accusato ieri dai prezzi del petrolio non impedisce un recupero di Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) che sale del 2,07%, mentre Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) ed ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) avanzano dello 0,37% e dello 0,14% in attesa del report sulle scorte strategiche di petrolio che sarà diffuso nel pomeriggio.

Sul fronte macro Usa oltre all'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari si segnala l'aggiornamento sul saldo delle partite correnti che nel terzo trimestre dovrebbe essere negativo per 122,2 miliardi di dollari, in peggioramento rispetto al rosso di 101,5 miliardi dei tre mesi precedente.

Per le vendite di case esistenti a novembre si prevede un calo da 5,22 a 5,15 milioni di unità. 

Atteso in serata il verdetto della Fed sui tassi di interesse, destinati ad aumentare di un quarto di punto tra il 2,25% e il 2,5%. Da seguire il discorso del presidente Jerome Powell, per cercare di carpire informazioni utili sulle prossime mosse in materia di politica monetaria.

Da seguire prima dell'avvio degli scambi a Wall Street i risultati degli ultimi tre mesi di General Mills (NYSE: GIS - notizie) , dai quali ci si attende un utile per azione di 0,81 dollari.

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