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Cena etica a tema pomodoro, Coop per la comunità di Sant'Egidio

·2 minuto per la lettura

Abbinare la solidarietà con il racconto di un prodotto simbolo per Coop: il pomodoro e la sua filiera etica e trasparente. Da questo spirito nasce 'Buoni Dentro', la cena a tema pomodoro che si è svolta ieri presso la mensa di via Dandolo gestita a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. A cucinare due chef popolari e solidali: lo chef stellato Luciano Monosilio, noto come 'King of Carbonara' col suo piatto cult che serve nel suo ristorante dietro Campo de’ Fiori e Luisanna Messeri, volto televisivo, toscana doc innamorata della sana e buona materia prima.

Il pomodoro Coop (nella sua nuova versione lanciata nel mese di novembre) nei piatti dei commensali è stato il coprotagonista della serata che ha avuto tra gli invitati anche gli stessi volontari della mensa, personalità del mondo del volontariato e tutti quelli che hanno a cuore per vari motivi la filiera del pomodoro e la sua certificazione etica.

Ad affiancare queste presenze e il pomodoro nei piatti dei commensali, altro pomodoro donato da Coop alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere l’attività svolta nella Capitale a sostegno delle famiglie in difficoltà (tra pomodori, fagioli e ceci oltre 30 tonnellate di cibo donato). Tutto nella mensa di Trastevere dove vengono solitamente serviti pasti caldi alle persone più in difficoltà.

Coop celebra così il suo impegno nella certificazione etica dei suoi prodotti che ha raggiunto le 500 ispezioni nella sola filiera del pomodoro dal 2015 a oggi e ha coinvolto 387 aziende agricole. 2200 le ispezioni totali sulle filiere dei vari prodotti certificati dal 1998, quando Coop fu la prima catena della grande distribuzione europea ad adottare lo standard etico SA8000 per i controlli, chiedendone la sottoscrizione da parte di tutti i suoi fornitori, così da ottenere precise garanzie in tema di responsabilità sociale.

Oltre al presidio sulle produzioni a marchio Coop, dal 2015 è stato ampliato l'impegno coinvolgendo e responsabilizzando tutti i fornitori di ortofrutta, anche non a marchio Coop, i cui prodotti sono distribuiti nei propri punti vendita. L'ortofrutta è un'area di potenziale maggiore criticità e per questo sono state avviate da parte di Coop ulteriori ispezioni sul campo, secondo criteri e piani definiti.

Sono stati coinvolti non soltanto i 135 fornitori ortofrutticoli di prodotti a marchio Coop (per un totale di oltre 7000 aziende agricole), ma tutti gli 832 fornitori di ortofrutta (per oltre 70.000 aziende agricole). A tutti i fornitori Coop ha chiesto di sottoscrivere l'adesione ai principi del Codice Etico che contempla una serie di impegni per il rispetto dei diritti dei lavoratori e prevede l'esecuzione di un piano di controlli a cui non si può venire meno, pena l'esclusione dal circuito.

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