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Censis: "Cinque milioni di persone lavorano in nero, scomparsi senza rumore"

Giacomo Galanti
·Giornalista, HuffPost Italia
·2 minuto per la lettura
(Photo: interstid via Getty Images)
(Photo: interstid via Getty Images)

“Per l′85,8% degli italiani la crisi sanitaria ha anche confermato che la vera divisione sociale è tra chi ha la sicurezza del posto di lavoro e del reddito e chi no”. Lo rileva il 54esimo Rapporto Censis, evidenziando come, se da una parte “i garantiti assoluti” sono i 3,2 milioni di dipendenti pubblici, a cui si aggiungono i 16 milioni di percettori di una pensione, una larga parte dei quali ha fornito un aiuto economico a figli e nipoti in difficoltà (“un ‘silver welfare’ informale”), sul versante opposto “c’è poi l’universo degli scomparsi, quello dei lavoretti nei servizi e del lavoro nero, stimabile in circa 5 milioni di persone che hanno finito per inabissarsi senza fare rumore”.

Nelle “sabbie mobili”, secondo il Censis, c’è “il settore privato senza casematte protettive. Vive con insicurezza il proprio posto di lavoro il 53,7% degli occupati nelle piccole imprese, per i quali la discesa agli inferi della disoccupazione non è un evento remoto, contro un più contenuto 28,6% degli addetti delle grandi aziende”.

C’è quindi la “falange dei più vulnerabili: i dipendenti del settore privato a tempo determinato e le partite Iva”, si legge nel rapporto: “Infine, i vulnerati inattesi: gli imprenditori dei settori schiantati, i commercianti, gli artigiani, i professionisti rimasti senza incassi e fatturati. Nel magmatico mondo del lavoro autonomo, solo il 23% ha continuato a percepire gli stessi redditi familiari di prima del Covid-19. Se il grado di protezione del lavoro e dei redditi è la chiave per la salvezza, allora quasi il 40% degli italiani oggi afferma che, dopo l’epidemia, avviare un’impresa, aprire un negozio o uno studio professionale è un azzardo e nel Paese dell’autoimprenditorialità solo il 13% lo considera ancora una opportunit&ag...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.