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Censis, tra 'inattivi' i non utenti internet quasi al 34%, in difficoltà i meno istruiti

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Nell’universo delle persone occupate i 'non utenti internet' sono circoscritti ad un 5% circa della popolazione maggiorenne. Tuttavia negli 'inattivi' (pensionati, casalinghe e studenti), questa percentuale cresce fino al 33,9% del totale. Il basso tasso di attività delle donne in Italia (55,2% in totale), ma sotto il 40% in alcune regioni del Sud, non favorisce l’inclusione digitale. E' quanto emerge dallo studio realizzato dal Censis in collaborazione con il Centro studi Tim sul tema 'La digitalizzazione degli italiani. Fattori di spinta ed elementi trainanti', presentato nel corso dell'evento '4 weeks 4 inclusion' sul tema dell'inclusione.

Se tra le persone con basso livello d’istruzione l’esclusione da Internet raggiunge quote importanti di popolazione (tra chi ha al più la licenza media arriva oltre il 43%) anche il segmento di popolazione con basso titolo di studio che utilizza Internet vede avanzare il divario rispetto ai più istruiti. Lo si comprende confrontando le quote di coloro che hanno aumentato l’uso della rete nell’ultimo anno (28,6% tra i meno istruiti, 48,5% tra i laureati). Il digital divide è insomma fortemente correlato con il livello di istruzione. Tra coloro che dispongono al massimo della terza media le persone in difficoltà sono la maggioranza (58,7%). Ma una quota di persone esposte al digital divide è presente anche tra chi possiede un titolo di studio superiore (15,8%).

Le competenze digitali sono fortemente influenzate dal far parte o meno della popolazione attiva. Tra gli occupati la quota di chi è in difficoltà supera di poco il 5%, ma sale all’11,3% tra i disoccupati e arriva fino a quasi la metà degli inattivi (44,6%). Chi non è impegnato in un’attività lavorativa, (che nel 78,7%dei casi implica l’utilizzo di mezzi digitali), ha molte meno occasioni per utilizzare e sviluppare le proprie competenze digitali, sottolinea lo studio.

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